Eid al-Fitr 2021, festa fine Ramadan/ Lettera Mattarella all’Islam: “dialogo e pace”

- Niccolò Magnani

Eid al-Fitr, la festa di fine Ramadan per i fedeli islamici: la lettera di Mattarella e dell’Arcivescovo di Torino, le regole Covid e gli scontri in Medio Oriente

Fine Ramadan a Torino
Eid al-Fitr, la festa di fine Ramadan a Torino nel 2018 (LaPresse)

Tra il 12 e il 13 maggio i fedeli di religione islamica festeggiano l’Eid al-Fitr, la festa di fine Ramadan 2021: letteralmente la “Festa della interruzione” segna la fine del mese di digiuno per i musulmani di tutto il mondo ed è la seconda celebrazione più importante della religione maomettana collocata al termine del mese lunare di Ramadan. Feste, pranzi e socialità – elementi essenziali dell’Eid al-Fitr – si scontrano evidentemente con le regole anti-Covid in ogni parte del mondo, questo però non impedisce una celebrazione comunque molto sentita dai fedeli islamici: in alcune aree, come Pakistan e Turchia, si sono già visti assembramenti importanti con timori delle autorità per potenziali focolai in piena pandemia.

In Medio Oriente invece la festa di fine Ramadan coincide con la guerra ri-esplosa tra Israele, Hamas e palestinesi con razzi e attacchi su Gaza proprio nel primo giorno di Eid-al-Fitr. Per fortuna esistono anche aree decisamente più pacifiche – la maggioranza – dove la festa islamica viene salutata con grande gioia e letizia, al netto delle regole da osservare rigidamente.

LA DICHIARAZIONE DI MATTARELLA PER LA FINE RAMADAN

Dal Quirinale è giunto invece il messaggio rivolto a tutti i fedeli islamici per la celebrazione dell’Eid al-Fitr 2021: «Rivolgo un cordiale e sincero augurio a tutte le persone – cittadini e residenti in Italia – di religione islamica, che quest’oggi celebrano l’Eid al Fitr, ricorrenza che segna la fine del mese del Ramadan», scrive il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel comunicato pubblicato il 12 maggio. «In questa occasione desidero rinnovare l’auspicio che il rafforzamento del dialogo interconfessionale, la sensibilizzazione e la promozione del mutuo rispetto tra le culture, continuino a guidare l’azione delle istituzioni politiche e religiose e delle comunità, affinché possano contribuire, nell’affermazione del principio della libertà religiosa, a tessere un futuro di pace e progresso, nella pacifica convivenza», scrive ancora il Capo dello Stato che poi conclude «Educare alla conoscenza reciproca prevenendo ogni intolleranza e contrastando ogni forma di violenza basata sull’appartenenza di credo o etnica, nel pieno rispetto della tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali, costituisce uno strumento imprescindibile per lo sviluppo armonico di società inclusive e solidali. Con tali intendimenti, reitero i più sentiti auguri a tutti i credenti di religione islamica in Italia per un felice e sereno Eid al Fitr».

LA LETTERA DELL’ARCIVESCOVO DI TORINO

Seppur in condizioni di minore presenza all’aperto, con regole e distanziamenti da rispettare, nella Comunità islamica di Torino – una delle più popolose del Paese – si sta festeggiando la fine del Ramadan: come da tradizione, è giunto il messaggio della Diocesi cattolica torinese a tutti i fratelli cittadini islamici. «Auspichiamo che, nonostante le difficoltà, il dialogo, l’incontro e la conoscenza reciproca tra cristiani e musulmani ritrovino adeguato slancio», scrive l’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, nella lettera indirizzata alla Comunità di Torino. «I credenti autentici hanno potuto affrontare i disagi con armi spirituali più forti, la fede, la preghiera, il valore della persona umana, che hanno ‘attenuato’ in parte le angosce, sostenuto con forza il dolore e il pensiero della morte e riempito di speranza, pazienza e benevolenza questa difficile situazione pandemica e che la Quaresima dei cristiani e il Ramadan dei musulmani sono solo ‘un allenamento’, che proietta nell’immediato futuro di una rinnovata dedizione a Dio, di conversione dei cuori e sollievo delle fatiche degli uomini», scrive l’Arcivescovo.

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