BALLOTTAGGIO ELEZIONI PROVINCIALI/ Pavia, pesa l’astensionismo. Bosone e Ivernizzi: è fisiologico

- La Redazione

Pesa decisamente il calo di interesse al secondo turno delle elezioni che stabiliranno chi governerà la provincia di Pavia per i prossimi 5 anni.

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Foto Ansa

Pesa decisamente il calo di interesse al secondo turno delle elezioni che stabiliranno chi governerà la provincia di Pavia per i prossimi 5 anni. Elettori in fuga dai seggi, ai quali si è recata meno della metà dei cittadini aventi diritto: alle 15 di oggi, infatti, ha espresso la propria preferenza il  47,28 per cento degli elettori, mentre al primo turno era andato il  61,26 per cento. «Un calo di votanti tra primo e secondo turno è fisiologico, ma ha contato anche il fatto che l’ultimo ballottaggio per le provinciali è stato 18 anni fa e la gente non è più abituata al doppio turno», è il commento di Daniele Bosone, candidato del centrosinistra. «Il ballottaggio è sempre meno sentito del primo turno. E in questo caso è mancato anche il traino delle comunali per cui al primo turno si era votato anche in centri molto importanti», ha invece dichiarato  Ruggero Invernizzi, del centrodestra. Intanto, al primo turno Invernizzi (Il Popolo della libertà (Pdl), Lega Nord, Libertà e autonomia Noi Sud – DC Lombardia, I Popolari di Italia Domani) ha ottenuto il 44,1 per cento delle preferenze, contro il 33,82 dello sfidante.

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