ELEZIONI REGIONALI 2010/ Come si vota in Puglia alle elezioni regionali, 28 e 29 marzo

- La Redazione

Il 28 e 29 marzo anche in Puglia si vota per le elezioni regionali. Si candidano Nichi Vendola (presidente uscente, di Sinistra Ecologia Libertà), Rocco Palese (PdL) e Adriana Poli Bortone (UdC)

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Elezioni regionali 2010, Puglia – Le elezioni regionali del 2010 si svolgeranno anche in Puglia il 28 e  29 marzo 2010 per scegliere il nuovo presidente della regione.
Il presidente uscente Nichi Vendola, esponente della Sinistra Ecologia Libertà ed ex membro del PRC, che nelle precedenti consultazioni ha sconfitto di misura il governatore uscente ed esponente di Forza Italia Raffaele Fitto, sfida, dopo aver vinte le primarie, il candidato del PdL Rocco Palese.
Candidata autonoma Adriana Poli Bortone, appoggiata dall’Unione di Centro.

Elezioni regionali 2010, Puglia, Partito Democratico, Italia dei Valori e SEL – Il presidente uscente è Nichi Vendola, leader della Sinistra Ecologia Libertà, e appoggiato nel consiglio regionale soprattutto dal Partito Democratico.
Nel 2009 tuttavia vi sono stati numerosi scandali che hanno coinvolto la giunta regionale, i quali hanno costretto Vendola a riformare una nuova giunta. Per tale motivo all’interno del PD sono state proposte candidature alternative a quella di Vendola, soprattutto quella del sindaco di Bari Michele Emiliano, anche se lo stesso non ha confermato e ha mosso critiche da parte dei “vendoliani”. Tale candidatura trova sostegno da parte dell’IdV ed un possibile appoggio anche da parte dell’UdC. Emiliano stesso si dichiarò “pronto a candidarsi”, il 26 dicembre del 2009. Nacque però a questo punto un contrasto tra lo stesso Emiliano e il governatore uscente Vedola, secondo cui il rappresentante della coalizione avrebbe dovuto essere scelto tramite le primarie. Emiliano tuttavia non poteva presentarsi alle primarie, in quanto tale candidatura gli imponeva di rassegnare le dimissioni da sindaco di Bari. La candidatura di Emiliano, favorita anche dal fatto che l’UdC era disponibile a sostenerlo alle elezioni, sembrò naufragare quando il 29 dicembre i vendoliani interruppero l’assemblea regionale del PD che stava per incoronare l’ex magistrato. Infine, dopo altre polemiche tra i due, Emiliano, il 31 dicembre, con una lettera inviata al segretario regionale del PD Sergio Blasi ritira la sua disponibilità a candidarsi alla presidenza della Puglia a causa della non disponibilità mostrata da Vendola di cambiare la legge elettorale in modo da presentarsi al giudizio degli elettori di sinistra) e la volontà di evitare ulteriori fibrillazioni nel consiglio comunale barese, che non voleva interrompere la sua sindacatura.

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Per tale motivo nel partito si è proposta la candidatura di Francesco Boccia che avrebbe potuto raccogliere il consenso dell’Unione di Centro e Italia dei Valori per la costituzione di una coalizione di centro-sinistra indipendente da Sinistra e Libertà e Rifondazione Comunista, ma ciò ha creato malumori sia nell’area della coalizione regionale sia nel partito stesso in quanto si richiede le elezioni primarie. L’Unione di Centro fa sapere il suo appoggio al candidato democratico.

Alle elezioni primarie del centro-sinistra svoltesi il 24 gennaio stravince Nichi Vendola con il 67,2 % dei voti e batte il candidato democratico Francesco Boccia.

Vendola è appoggiato dal Partito Democratico, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia Libertà, Partito Socialista Italiano, la Federazione della Sinistra e la Lista Bonino Pannella. Non partecipa alla coalizione l’Unione di Centro.

Elezioni regionali 2010, Puglia, Popolo delle Libertà – Il centro-destra in Puglia, dopo aver prima fatto i nomi del magistrato Stefano Dambruoso, della senatrice Adriana Poli Bortone (che ha trovato ostacoli dagli ex-AN), e del giornalista Rai Attilio Romita, sceglie alla fine il consigliere regionale Rocco Palese, sponsorizzato dal Ministro ed ex governatore pugliese Raffaele Fitto.

Dopo la vittoria alle primarie del centro-sinistra di Vendola ed il rifiuto dell’UDC di allearsi con lui, Berlusconi tenta di costruire un’alleanza con il partito di Casini e, poco convinto nella candidatura di Palese, di trovare un altro candidato.

Alla fine però l’Udc sceglie un percorso autonomo e sostiene la Poli Bortone ed il PdL conferma Rocco Palese, appoggiato dall’Udeur, la Democrazia Cristiana, la lista La Puglia prima di tutto e Giancarlo Cito.
 

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Elezioni regionali 2010, Puglia,Unione di Centro e Io Sud – L’Unione di Centro, dopo un possibile appoggio al candidato PD Emiliano e le primarie del centro-sinistra vinte da Nichi Vendola e sconfigge Boccia (che il partito centrista avrebbe appoggiato in caso di vittoria), annuncia di appoggiare Adriana Poli Bortone senatrice ex AN fuoriuscita dal PdL, che si candida alla Presidenza, appoggiata da anche da Movimento per le Autonomie Partito Pensionati, Rifondazione Democristiana, Rinascita Popolare, Democristiani e Liberta’, lista Per il Sud e Lega Meridionale.

Elezioni regionali 2010, Alternativa Comunista – Il Partito di Alternativa Comunista candida Michele Rizzi, precario e coordinatore regionale del partito.

Elezioni regionali 2010, Puglia, come si vota – La votazione avviene su un’unica scheda. Il modello di scheda elettorale da utilizzare per le elezioni del Consiglio regionale e del Presidente della Giunta è stato approvato, con decreto del Presidente della Giunta regionale, nei termini prescritti (quindici giorni dall’entrata in vigore della legge regionale n. 2 del 2005), e precisamente il 14 febbraio 2005.
Esso è formato secondo le indicazioni contenute nella stessa legge.
I nomi ed i cognomi dei candidati alla carica di Presidente sono scritti in un apposito rettangolo, al cui fianco sono riportati i contrassegni della lista o delle liste con cui il candidato è collegato. Sulla destra, accanto a ciascun contrassegno, è stampata una riga per l’espressione di una preferenza per un candidato alla carica di consigliere regionale della lista votata.

 

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I nominativi dei candidati presidenti e i contrassegni di ciascuna lista devono essere disposti, sulla scheda, secondo l’ordine risultato dai sorteggi compiuti, rispettivamente, dall’Ufficio Centrale Regionale e dagli Uffici Centrali Circoscrizionali.
La nuova legge elettorale ha ridefinito in parte le modalità del voto, prevedendo all’art. 7 una minuta disciplina tendente ad evitare la nullità del suffragio.
Ciascun elettore può:
a) votare, con un unico voto, per un candidato alla carica di Presidente e per una delle liste ad esso collegate, tracciando un segno sul contrassegno di una di tali liste. Nel caso in cui l’elettore tracci un unico segno sulla scheda a favore di una lista, il voto s’intende espresso anche a favore del candidato Presidente ad essa collegato;
b) votare per un candidato alla carica di Presidente, anche non collegato alla lista prescelta, tracciando un segno sul relativo rettangolo (voto disgiunto);
c) esprimere un solo voto di preferenza per un candidato della lista da lui votata, scrivendone il cognome sull’apposita riga posta a fianco del contrassegno.

Bisogna, inoltre, considerare che:
– in caso di discordanza tra il voto di lista e il voto di preferenza al candidato, il voto è attribuito alla lista del candidato prescelto e al candidato medesimo;
– se il candidato Consigliere non è designato con la chiarezza necessaria a distinguerlo da ogni altro candidato della stessa lista, sarà ritenuto valido il voto di lista, se espressamente votata;
– se l’elettore non ha indicato alcun contrassegno di lista, ma ha espresso la preferenza per un candidato della medesima lista, s’intende che abbia votato la lista alla quale lo stesso appartiene;

 

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– se, invece, l’elettore ha segnato più di un contrassegno di lista, ma ha espresso la preferenza per un candidato appartenente a una soltanto di tali liste, il voto è attribuito alla lista cui appartiene il candidato indicato;
– nel caso in cui l’elettore esprima il voto a favore di un candidato Presidente e la preferenza per più di una lista ad esso collegata viene ritenuto valido il voto al candidato Presidente e nulli i voti di lista.

Chi intenda esercitare il proprio diritto di voto dovrà presentarsi al seggio munito di un documento di identità valido e della tessera elettorale.

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