Emanuela Orlandi ultime notizie/ Il Vaticano sulle ossa, “tutte precedenti il 1800”

- Paola Stigliano

Da una prima datazione delle ossa rinvenute negli ossari del Vaticano risulta che non possano essere quelle di Emanuela Orlandi.

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Foto: InfoPhoto

Si torna a parlare di Emanuela Orlandi, la quindicenne scomparsa nel 1983. Il caso ha scosso l’opinione pubblica e, a distanza di oltre 30 anni dalla misteriosa sparizione, risultano ancora poco chiare le dinamiche della vicenda. I familiari non si sono mai arresi e sono determinati ad avere giustizia. Il dubbio della famiglia è che Emanuela Orlandi sia stata sepolta nel Cimitero Teutonico che si trova all’interno del Vaticano. Nel corso delle indagini, sono stati quindi effettuati dei controlli sulle ossa che si trovano nel medesimo luogo. Dalle verifiche negli ossari risalenti agli ultimi giorni, in particolare a ieri mattina, giungono le prime risposte sulle origini delle ossa che vi sono conservate. “Le operazioni peritali proseguiranno sabato 27 luglio, alle 9, con un’approfondita analisi morfologica dei reperti contenuti negli ossari” aveva infatti dichiarato Alessandro Gisotti dopo che “il professor Giovanni Arcudi e il suo staff, alla presenza del perito di fiducia nominato dalla Famiglia Orlandi” avevano portato alla luce i resti presenti negli ossari.

Emenuela Orlandi ultime notizie: “le ossa non sono sue”

Dopo le valutazioni che hanno fatto seguito, è emerso che le ossa presenti nel Cimitero Teutonico non possono appartenere ad Emenuela Orlandi. Infatti, “nel corso degli accertamenti di antropologia forense, il Prof. Arcudi non ha riscontrato alcuna struttura ossea che risalga ad epoca successiva alla fine del 1800”. Lo ha specificato la stampa vaticana con una nota. Il consulente della famiglia ha dunque richiesto che venissero realizzate ulteriori verifiche sulle ossa ritrovate. La risposta da parte del Prof. Arcudi e del suo team è stata immediata ma negativa, perché “le medesime strutture ossee hanno caratteri di datazione molto antichi” ha spiegato. “Sono esperienze molto forti, perché qui potrebbero esserci le ossa di mia sorella. Però non ci pensiamo fino a che non abbiamo i risultati. E continueremo a cercare la verità” aveva detto Federica Orlandi, sorella di Emanuela Orlandi, prima che arrivassero le prove definitive in merito al fatto che le ossa contenute nelle tombe non possono appartenere alla vittima di questa lunga vicenda. 

Emanuela Orlandi: tempi delle ricerche più lunghi

I risultati sono giunti ad una settimana di distanza dall’inizio dei lavori per rinvenire le ossa contenute negli ossari del Cimitero Teutonico del Vaticano. In occasione della prima ricerca, infatti, erano state trovate migliaia di ossa, il che ha reso più complicato operare con gli opportuni mezzi per rispondere alla domanda che ci si pone da oltre 30 anni: Emanuela Orlandi è stata sepolta negli ossari presenti all’interno del camposanti in Vaticano? Il lavoro di ricerca sulle ossa delle decina di persone trovate ha richiesto dunque più tempo di previsto. Così, le prime notizie risalgono soltanto a ieri. La famiglia non ha ancora rilasciato dichiarazioni, quindi non è ancora noto se i familiari di Emanuela Orlandi vogliano chiedere ulteriori accertamenti, tramite i loro legali. Nelle dichiarazioni precedenti, l’avvocato della famiglia Orlandi si riferiva così ai lavori che hanno avuto luogo ieri: “richiederemo la documentazione perché è imprescindibile per capire le attività che si sono svolte nel cimitero Teutonico e come queste ossa sono finite lì. (…) I lavori continueranno la settimana prossima per capire una prima datazione di queste ossa”.



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