Emilio Gentile/ “Sistema democratico in Italia è in crisi, serve nuovo Risorgimento”

- Mirko Bompiani

Lo storico Emilio Gentile nel giorno del 160° anniversario dell’Unità d’Italia: “Oggi la pietra tombale della dimenticanza”

emilio gentile
(Bersaglio mobile, 2018)

Oggi è il 160° anniversario dell’Unità d’Italia e Emilio Gentile non ha dubbi: c’è bisogno di un nuovo Risorgimento. Lo storico ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Repubblica ed ha parlato di questa importante ricorrenza, che segna un po’ il compleanno del Paese. A suo avviso non c’è una grande differenza tra oggi e dieci anni fa: se nel 2011 c’era la ripicca e il rifiuto esplicito degli artefici dell’Unità d’Italia, oggi «interviene l’oblio, la pietra tombale della dimenticanza».

Emilio Gentile ha sottolineato che oltre alle ragioni storiche che hanno contribuito ad allontanarci dalle radici, bisogna tener conto della complessità «di un mondo contemporaneo che non è più riferibile alle deficienze della storia d’Italia di 160 anni fa». Secondo l’esperto, la crisi dello Stato nazionale ha a che fare con la crisi della rappresentanza democratica: «Da questo punto di vista mi sentirei di dire che è l’Occidente che si sta italianizzando, non viceversa, se penso a quello che è successo due mesi fa negli Stati Uniti: l’assalto all’edificio simbolo del potere democratico, aizzato da un ex presidente che ha rappresentato per quattro anni larga parte dei cittadini americani».

EMILIO GENTILE: “C’É BISOGNO DI UN NUOVO RISORGIMENTO”

Emilio Gentile ha denunciato un aggravamento della crisi del sistema democratico italiano, accendendo i riflettori sulla crescita esponenziale delle forze populiste e sul disgregamento delle forze politiche eredi della tradizione repubblicana e costituzionale: «E non è un caso che da Ciampi a Mattarella, passando per Napolitano, le alte cariche dello Stato si siano richiamate costantemente al patriottismo costituzionale ripreso di recente dal premier Mario Draghi: in questo appello ricorrente c’è la consapevolezza di un tessuto civile sfilacciato e di un pessimo rapporto con la nostra storia repubblicana e con la Costituzione che sarà pure la più bella del mondo ma non è ancora costume civico, come intendeva Massimo d’Azeglio con “fare gli italiani”». Per questo motivo Emilio Gentile invoca un nuovo Risorgimento, un movimento nazionale che riuscì a porre le basi per una convivenza civile e democratica.



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