SCIENZA&CLASSICI/ La Bellezza della Matematica [Rilettura]

Non stupisce che l’autore affermi la matematica sia bella. Incuriosisce che affermi che tale bellezza sia comunicabile a degli studenti anche non specializzati come è dimostrano nel testo.

14.12.1999 - Anna Paola Longo
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Dalla copertina del Libro

Serge Lang

La Bellezza della Matematica

Bollati Boringhieri, Torino 1991 (edizione originale 1985)

Pagine 262 – Euro 23,00

Serge Lang, nato nel 1927 a Parigi, laureato nel 1946 presso il Calilornian Institute of Technology, dal 1972 è professore alla Yale University. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche e di divulgazione.
Che un matematico della sua portata affermi che la matematica è bella non ci stupisce, ma che possa dirlo uno studente ci appare quasi incredibile: infatti tra le materie di insegnamento la matematica ha sempre avuto una cattiva reputazione!
Lang è convinto che la bellezza che l’esperto percepisce sia comunicabile a un pubblico non specializzato e in particolare agli studenti. Le sue esperienze di divulgatore, narrate nel libro, dimostrano che ciò è possibile, a patto di porre questioni interessanti e guidare l’altro a ripercorrere il cammino della ricerca.
Il libro riunisce i testi di tre «dialoghi con il pubblico» tenuti a Parigi al Palais de la Découverte e di alcune lezioni rivolte agli studenti delle scuole francesi e canadesi.
Gli argomenti sono molto vari: numeri primi, equazioni diofantee, geometria e spazio, pigreco, volume della palla, superficie della sfera, teme pitagoriche.
È un testo molto piacevole, ma è soprattutto utile agli insegnanti di matematica per riflettere su questioni di metodo. In particolare, non si può non meditare sulla sfida di Lang, che certe banalizzazioni, nella scuola, finiscono spesso per nuocere, perché demoliscono la convinzione e l’entusiasmo degli allievi.
Tuttavia, riconosciuta la vivacità e il carisma del conferenziere, nonché l’opportunità del metodo maieutico, del cui utilizzo in matematica ci è maestro Socrate nel Menone, il compito dell’insegnante rimane arduo.
Suscitare l’entusiasmo negli alunni non è così difficile: c’è sempre modo di stupirli e incuriosirli. Diverso è accompagnarli nella fatica quotidiana dell’apprendimento, che chiede a tutti, anche ai superdotati, impegno, pazienza, umiltà e coraggio.
La bellezza che si raggiunge a tali condizioni può essere solo il frutto di una conquista personale, non è più condizionata dal carisma del maestro.
Dunque, al di là del fascino, al di là del gusto personale e delle doti singole, è la condivisione del cammino la vera struttura dell’esperienza di bellezza che la matematica presenta a chi si avventura nella sua conoscenza.

Recensione di Anna Paola Longo
(Svolge attività di ricerca e formazione sull’apprendimento della Matematica – Politecnico di Torino)

© Pubblicato sul n° 07 di Emmeciquadro



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