SCIENZ@SCUOLA/ E-Learning per i Paesi in via di sviluppo

Sono qui presentate l’attività formative della società No-Profit Hydroaid e le prospettive dell’e-learning a favore dei paesi in via di sviluppo sulla depurazione delle acque e rifiuti

03.08.2011 - Vittoria Riboni
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Hydroaid - Water for Development Management Institute

In questo contributo si presentano l’attività formative della società no-profit Hydroaid e le interessanti prospettive dell’e-learning (o insegnamento a distanza) a favore dei paesi in via di sviluppo in tema di depurazione delle acque e rifiuti. Le aree geografiche che più soffrono di queste carenze sono l’Africa sub sahariana, l’America latina, l’area sud asiatica e anche alcune regioni balcaniche. L’erogazione di corsi con l’e-learning consente di raggiungere nello stesso momento persone molto distanti tra loro e differenti per lingua, cultura e religione ma che davanti a un tavolo «virtuale» possono confrontarsi senza pregiudizi su problemi comuni che affliggono milioni di persone.

Hydroaid è una associazione no-profit con sede a Torino nata con lo specifico scopo di fornire adeguate nozioni a personale delle istituzioni dei paesi in via di sviluppo nei seguenti settori: gestione del ciclo completo dell’acqua e dei rifiuti, protezione dagli eventi idrologici estremi e sviluppo sostenibile.
Fino ad ora i corsi erogati prevedevano la selezione di un numero limitato di persone provenienti da diverse parti nel mondo e l’invito a seguire le lezioni in sede con totale supporto economico da parte dell’associazione.
Questo sistema da una parte garantiva la massima efficacia del percorso formativo ma dall’altra, a causa degli elevati costi di gestione, dava la possibilità solo a pochissimi di potervi accedere.
Ogni anno era quindi necessario eseguire faticose selezioni che costringevano a escludere tante persone comunque meritevoli di poter usufruire di un aggiornamento professionale in molti casi vitale per lo sviluppo della zona di provenienza. Nell’epoca in cui la globalizzazione permette lo scambio di grandi quantità di informazioni attraverso internet (pare infatti che anche nei paesi più poveri la diffusione delle reti internet sia superiore a quella dei servizi primari) l’utilizzo dell’e-learning, o insegnamento a distanza, diventa uno strumento quanto mai efficace e irrinunciabile. Di seguito si descrive brevemente la situazione mondiale dei paesi in via di sviluppo con particolare riguardo ai problemi di carattere sanitario e come percorsi formativi a distanza possano diventare un prezioso strumento per coloro che quotidianamente si adoperano per migliorare le condizioni di vita.

I problemi di carattere sanitario nei paesi in via di sviluppo

Ancora oggi milioni di persone in tutto il mondo non possono usufruire di adeguati servizi di erogazione di acqua di buona qualità, di raccolta e depurazione sicura delle acque reflue, di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Le aree geografiche che più soffrono di queste carenze sono l’Africa sub sahariana, l’America latina, l’area sud asiatica e anche alcune regioni balcaniche.
Queste importanti insufficienze infrastrutturali, che spesso e volentieri si accompagnano a condizioni di estrema povertà, guerra e condizioni climatiche e orografiche avverse, sono causa di malattie, elevati tassi di mortalità e disagio sociale. Le organizzazioni mondiali WHO (World Health Organization) e UNICEF (United Nations Children’s Found), hanno elaborato un programma di monitoraggio congiunto (Joint Monitoring Programme o JMP) allo scopo di controllare l’evoluzione temporale e lo sviluppo dei servizi fondamentali per una migliore qualità della vita.
Lo scopo di questo progetto è il dimezzamento entro il 2015 del numero di abitanti che non hanno accesso sicuro ad acqua potabile e adeguate infrastrutture per la depurazione delle acque e lo smaltimento rifiuti, così come previsto dal Millennium Developement Goal.
Al fine di misurare in modo oggettivo l’accesso da parte delle popolazione ai suddetti servizi si valuta nel tempo la diffusione di livelli minimi ritenuti accettabili dei servizi di erogazione di acqua potabile e dei servizi di depurazione acque e smaltimento rifiuti; L’indicatore che consente di quantificare questo sviluppo è dato dalla percentuale di popolazione che può averne facile accesso.

(Diffusione dei livelli minimi necessari nel mondo nel 2008.  Fonte: WHO-UNICEF,2010)

Focalizzando l’attenzione sul problema della depurazione acque e smaltimento rifiuti nei paesi in via di sviluppo, può essere utile specificare cosa si intenda per livello minimo accettabile che, come si vedrà, è comunque un concetto molto lontano da quello che siamo invece abituati a pensare.

Infatti le principali attrezzature e infrastrutture che consentono a una famiglia di fare un «salto di qualità» sono: un servizio igienico alimentato da acqua immagazzinata in una cisterna e munito di sifone che impedisce il passaggio di mosche e odori sgradevoli; tubazioni di raccolta e allontanamento dei reflui prodotti dalle abitazioni (spesso e volentieri infatti le abitazioni scaricano in fossi aperti lungo le strade); fosse settiche, ovvero serbatoi interrati che raccolgono i liquami e ne consentono una grossolana depurazione prima dello smaltimento finale nel suolo tramite pozzo perdente.
Tuttavia la rapida crescita economica di alcuni di questi paesi mette a dura prova lo sviluppo di adeguati impianti e infrastrutture per acque reflue e rifiuti. La conseguenza più grave è il crescente inquinamento dei corpi idrici e del suolo con ricadute sulla salute umana.
Per queste ragioni è sempre più necessario che i paesi come il nostro condividano le esperienze maturate, le tecniche consolidate ma anche le ragioni degli insuccessi nel campo dell’ingegneria sanitaria; tutto questo in una nuova visione di cooperazione internazionale tra paesi.
Non si tratta più infatti di «esportare» tout court una determinata tecnologia imponendola nel paese destinatario ma di lavorare assieme in un processo di arricchimento reciproco, costruendo congiuntamente proposte di tecnologie appropriate alle diverse realtà socio-economiche.

Il ruolo dell’e-learning

Per queste ragioni, Hydroaid ha ritenuto importante cogliere le preziose opportunità nel settore della didattica che la rete internet mette a disposizione. L’e-learning è infatti un nuovo modo di concepire l’insegnamento che da unidirezionale (da insegnante a studente) diventa multi-direzionale (anche da studente a insegnante e da studente a studente). L’arricchimento professionale reciproco trova quindi piena applicazione proprio nell’e-learning.

Che cos’è l’e-learning

Si tratta di una risorsa informatica innovativa in grado di superare il problema della presenza nello stesso luogo e nello stesso tempo di studenti e insegnanti.
Infatti le risorse informatiche necessarie agli studenti sono ridotte al minimo: basta un PC, una connessione internet base, e alcuni software open source (cioè disponibili liberamente senza il pagamento della licenza d’uso).
Dall’altra parte alla sede di Torino, in collaborazione con il CSI – Piemonte (Consorzio per il Sistema Informativo), si è lavorato alla realizzazione di un progetto didattico erogato completamente a distanza tramite la piattaforma web Moodle. Si tratta di uno strumento di comunicazione via internet che consente agli insegnanti di creare corsi on-line e agli studenti di potervi partecipare in maniera interattiva.

Le modalità di accesso all’e-learning

Gli studenti ammessi a seguire il corso on-line ricevono le credenziali costituite da un nome utente e da una password personali. Questi dati consentono l’accesso alla piattaforma Moodle.
Le informazioni riguardo i contenuti del corso, le attività iniziali, i requisiti per ottenere il certificato di frequenza eccetera, vengono comunicati tramite l’indirizzo e-mail che gli studenti forniscono all’atto di iscrizione.
L’e-mail inoltre costituisce il canale preferenziale per le comunicazioni di servizio durante lo svolgimento del corso (avviso di apertura nuova unità didattica, sollecito ritardatari, invio certificati di frequenza, eccetera).

La gestione dei contenuti

Gli insegnanti, o tutors, preparano i contenuti del corso utilizzando tutti gli strumenti informatici disponibili: brevi testi in formato pdf, schede riassuntive, pagine web, immagini, video, eccetera. Tale documentazione viene messa a disposizione sulla piattaforma in modo organizzato sotto forma di unità didattiche. Ogni unità raccoglie tutte le informazioni riguardo un singolo argomento. Gli studenti possono scaricare, stampare o ascoltare tutti i contenuti.
Per dare una successione temporale ordinata agli argomenti, il tutor può rendere visibili le unità didattiche secondo una tabella di marcia definita all’inizio e disponibile sul calendario virtuale che si trova sulla piattaforma.

La verifica dell’apprendimento

I ritmi di studio dei documenti vengono quindi sanciti da una tabella di marcia indicata sul calendario virtuale. Ogni scadenza viene ricordata anche tramite l’invio di un e-mail. Gli strumenti della piattaforma a disposizione dei tutor consentono anche di verificare gli accessi ai documenti di studio: data e ora di accesso, numero di volte in cui il documento è stato visualizzato e/o scaricato.
Quando il tempo per lo studio di una unità didattica sta per scadere, il tutor invia un e-mail di sollecito.
Il monitoraggio delle attività degli studenti avviene quotidianamente e i solleciti sono sempre puntuali, il principio che si persegue è il No Child Left Behind Act ovvero letteralmente «nessun bambino lasciato indietro»: si vuole infatti mantenere alto l’interesse per il corso e consentire al maggior numero di persone di completare il percorso didattico con successo.
La verifica dell’apprendimento può avvenire per esempio attraverso i quiz. Lo studente accede all’area quiz attivando la corrispondente icona sulla piattaforma e risponde in tempo reale a tutte le domande. Il tutor riceve i risultati sottoforma tabellare e può verificare l’avvenuto accesso al quiz, il corretto invio delle risposte, il numero di risposte corrette e il punteggio conseguito.

Gli strumenti di comunicazione

Gli studenti possono comunicare tra di loro e con i tutor tramite la chat e i forum. La chat consente a due utenti di colloquiare in tempo reale; la comunicazione rimane riservata. Il forum invece è un ambiente in cui ogni utente può inviare un messaggio che risulta visibile a tutti e tutti possono rispondere o dare un contributo.
I forum sono quindi il fulcro del corso in quanto costituiscono una occasione preziosa di condivisione delle esperienze sul tema del corso.
In base alle domande, ai commenti sul contenuto del corso, alle principali materie di interesse, i tutor possono integrare in tempo reale i contenuti allegando al messaggio sul forum documenti di vario genere.

(La home-page della piattaforma e-learning Moodle accessibile dal portale del CSI Piemonte)

Conclusioni

I corsi erogati nell’anno 2010 Wastewater Treatment and Disposal of Urban Solid Waste su depurazione e rifuti e Urban Waste Recycling sul riciclaggio dei rifiuti, ciascuno di ottanta studenti circa e di durata due mesi, hanno consentito a circa l’80% dei partecipanti di concludere con successo il percorso didattico con l’ottenimento del certificato.
Questa esperienza didattica ha dimostrato che non solo è possibile seguire con profitto un corso on-line ma che l’interattività della piattaforma e-learning consente un prezioso scambio di informazioni ed esperienze tra studenti e tutor.
Il risultato è stato un reciproco arricchimento professionale e umano.
Tecnici di vari paesi del mondo si sono trovati in contemporanea attorno a questo «tavolo virtuale» a discutere di problemi comuni e di possibili soluzioni.
Le diversità di cultura, religione e lingua sono state filtrate dalla piattaforma e-learning e anche le donne partecipanti, spesso soggette a discriminazioni ben più gravi di quelle a cui noi siamo abituati, hanno avuto un ruolo e dato un contributo alla pari dei colleghi uomini.

Vittoria Riboni
(Ingegnere per l’Ambiente e il Territorio)

Indicazioni bibliografiche e sitografiche

  1. WHO, UNICEF. Progress on sanitation and drinking-water. 2010
  2. http://www.wssinfo.org/definitions-methods/introduction/
  3. http://it.wikipedia.org/wiki/Moodle

© Pubblicato sul n° 42 di Emmeciquadro



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