SCIENZA&LIBRI/ Verità e splendore della differenza sessuale

Un percorso rigoroso, ben argomentato e documentato, per una analisi critica della gender theory nelle sue origini filosofiche e nelle sue conseguenze antropologiche. Da leggere.

06.10.2015 - Gianluca Visconti
Visconti_58_copertina-libro_439x302_ok
Dalla copertina del libro

Inizio la recensione di questo testo con un particolare ringraziamento agli amici di Emmeciquadro che mi hanno chiesto di leggere questa ultima fatica letteraria di Etienne Roze per farne una recensione. Perché? La risposta sta nel fatto che siamo di fronte a un libro che merita molta attenzione, perché descrive in modo decisamente chiaro come la deriva antropologica, che tristemente come cattolici stiamo vivendo, è figlia di numerosi sistemi di pensiero di cui voglio citare come principali l’estromissione del padre dalla cultura, i femminismi radicali, lo svuotamento dell’intimità sessuale e, in ultima analisi, il tentativo di «svuotare» il genere eterosessuale per essere sostituito dalla gender theory; in questa infausta teoria la Natura non è più nemmeno un riferimento, anzi non è mai esistita, perché ritenuta «costruzione favorita dalle autorità umane», quindi considerata alla stregua di una forzatura storica.
Suddiviso in sette capitoli, il testo di Roze aiuta il lettore a capire che nella differenza sessuale tutto è collegato e quindi, per evitare di perdere il senso del tutto, è necessario avere lo sguardo sintetico suggerito lungo il percorso.
Dopo aver descritto le cause remote della gender theory, ovvero di come le derive della conoscenza abbiano portato allo svuotamento della realtà sociale dalla presenza di Dio, vengono prese in considerazione le cause prossime come l’inaccettabile assenza nella società attuale dell’uomo e del padre. Ma se è vero, come viene ribadito a gran voce, che non dobbiamo lasciarci impressionare dalla gender theory è anche vero che, come ci racconta Roze, approfondendo la verità e lo splendore della differenza sessuale (da qui il titolo) arriveremo a riconoscere le ricchezze identitarie di uomo e donna come rapporto di complementare reciprocità.
Certo, per riconoscere la verità occorre essere umili che significa saper corrispondere correttamente al dato reale che stabilisce come fenomeno naturale l’eterosessualità. Per difenderci dai fraintendimenti operati per mezzo di argomentazioni che fanno riferimento allo strutturalismo e al costruttivismo cui si ispira la gender theory giocando sull’ambiguità delle parole dobbiamo opporci con forza a questa interpretazione del linguaggio che vuole imporre una nuova interpretazione dell’antropologia relegando la verità a essere puramente soggettiva.
Questo è quello che ha sempre detto la cosiddetta scuola del dubbio che fa proprie le idee del nichilismo e dell’esistenzialismo inducendo a negare il senso ontologico della verità oggettiva e, in antropologia, addirittura negando all’uomo una precisa identità, come di un senso e di una verità.
L’aiuto a comprendere tutto ciò, viene grazie alla lettura di alcuni brani presenti nel libro tratti dagli scritti di Witting il quale riferisce chiaramente come il tentativo in atto di erodere l’episteme eterossessista globalizzante viene portata avanti con un contro-discorso che non può che rivelarsi come forma d’odio verso i sostenitori dell’eterosessualità; siamo allo sciagurato concetto di omofobia che impedisce – una volta trasformato in legge – ogni critica ai modelli sociali dell’indifferenziazione e dell’omogeneizzazione. Il cosiddetto politicamente corretto da intendersi come «polizia delle idee» che scredita chi differenzia ancora uomo e donna in quanto responsabili di razzismo!
Il finale è intuibile e il nostro autore lo propone in uno dei capitoli più belli del suo testo intitolato Lo sgretolamento della roccia delle differenze in cui ci fa capire quanto la posta in gioco sia la tentazione di voler essere tutto come pretesa prometeica e delirante di onnipotenza. Inoltre riafferma come la risposta a questo delirio sovrumano non può che essere la volontà di far rinascere la speranza di riaffermare la differenza uomo-donna puntando in primo luogo alla ricerca di senso e verità che ci aiutano a comprendere come la differenza sessuale porta a una «relazione sessualmente differenziata che è complementare, reciproca, chiasmatica e asimmetrica».

Siamo al punto centrale, il vero nodo del principio della legge naturale che, come ha scritto il santo Giovanni Paolo II, «esprime e prescrive le finalità, i diritti e i doveri che si fondono sulla natura corporale e sessuale della persona umana.
Pertanto essa non può essere concepita come normativa semplicemente biologica, ma deve essere definita come l’ordine razionale secondo il quale l’uomo è chiamato dal Creatore a dirigere e regolare la sua vita e i suoi atti e, in particolare, a usare e disporre del proprio corpo». Ancora Roze ci invita a seguire la «regola d’oro» e cioè la primissima e universale voce della legge morale naturale che parla all’uomo, che lo provoca e lo interpella dicendogli di fare il bene e non il male, sino a riuscire a interiorizzare l’identità anche nella cosiddetta società di Narciso in cui viviamo.
In conclusione di questo bellissimo e raccomandabile testo, l’autore si chiede quali sono le prospettive teologiche che possediamo per valorizzare la differenza sessuale e risponde lasciandoci ancora una volta un messaggio chiaro già inteso a partire dal Concilio Vaticano II e cioè che «l’antropologia o è cristologica o non lo è», pertanto ha senso riprendere l’affermazione che la posta in gioco è seria, proprio perché gran parte delle popolazioni rimane impreparata, indifferente o, peggio, favorevole al fenomeno della gender theory e sono pochi coloro che vedono lucidamente le conseguenze sociali di un tale rovesciamento antropologico.
L’emergenza richiede uno spirito profetico in qualità del dovere dell’annuncio di un messaggio formativo che deve raggiungere la vita delle persone, delle coppie, delle famiglie attraverso una pastorale della differenza come mediazione salvifica; in proposito lo stesso Benedetto XVI ricordava come «la legge naturale è, in definitiva, il solo vero baluardo contro l’arbitrio del potere o gli inganni della manipolazione ideologica» e che «la legge iscritta nella nostra natura umana è la vera garanzia offerta a ognuno per poter vivere libero e rispettato nella propria dignità».

 


Etienne Roze

Verità e splendore della differenza sessuale

Cantagalli – Siena 2014

Pagine 460 – Euro 22,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Recensione di Gianluca Visconti

 

 

 

 

© Pubblicato sul n° 58 di Emmeciquadro

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori