Ermete Realacci/ “Il nucleare è morto per i costi, c’è una partita militare dietro”

- Carmine Massimo Balsamo

Ermete Realacci a Coffee Break: “Tra G20 e Cop di Glasgow il cambiamento non viene più negato da nessun Paese: non è poco”

ermete realacci
(Coffee Break)

«Tra G20 e Cop di Glasgow il cambiamento non viene più negato da nessun Paese, e non è poco, considerando che finanza ed economia si basano sulla base delle previsioni. Anche i Paesi che rivendicano uno spazio di inquinamento non negano l’esistenza del problema»: così Ermete Realacci ai microfoni di Coffee Break su La7.

Il presidente di Legambiente e di Symbola-Fondazione ha poi evidenziato sul tema: «Greta Thunberg fa il suo mestiere e spero continui a farlo, ma l’idea che ci sia un vertice in cui all’improvviso giri la chiavetta e cambia il mondo è un’idea ingenua. Sono Paesi molto importanti e molto forti che devono mettersi in marcia. L’India emette meno della metà della Co2 della Cina, un cinese oggi emette più di un italiano e meno della metà di un americano – le parole di Ermete Realacci – sono situazioni molto differenti tra di loro. Io preferisco vedere il bicchiere mezzo vuoto anche se ci sono risultati molto importanti».

ERMETE REALACCI SUL NUCLEARE

Ermete Realacci si è poi soffermato sul dossier nucleare, tra i temi più dibattuti delle ultime settimane: «Il nucleare è morto in Occidente per i costi. Le nuove frontiere non esistono: attualmente sono in costruzione in Europa due centrali, una in Francia e una in Finlandia. Queste due centrali sono indietro di più di dieci e i costi sono triplicati o quadruplicati. In Inghilterra per far fare una centrale nucleare devono garantire un costo dell’energia doppio rispetto a quello attuale». Ermete Realacci ha messo in risalto: «La partita del nucleare ha una sua importanza, c’è una partita militare dietro: se qualcuno deve vendere le centrali nucleari all’Arabia Saudita, preferisco che sia un francese anziché un russo o un cinese. Perché l’Arabia Saudita, come l’Iran, il Pakistan e l’India, non vuole una centrale nucleare per l’energia ma per farsi una bomba».







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