HELSINKI/ L’aeroporto che non chiude mai neanche con neve e ghiaccio

Il caso dell’aeroporto di Helsinki, mai chiuso anche con neve e ghiaccio

22.12.2010 - La Redazione
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Aeroporti chiusi per neve. Caos nei cieli d’Europa. Migliaia di viaggiatori bloccati a terra. Crisi di panico. E’ una scena che immancabilmente si ripete quasi ogni volta quando, d’inverno, neve e ghiaccio si abbattono sugli aeroporti del nord Europa.

Ma in realtà, proprio nell’Europa più fredda, c’è un aeroporto che non chiude mai… Negli ultimi anni ha chiuso una volta sola. E’successo nel 2003 e la chiusura è durata in tutto mezz’ora. E’ l’aeroporto di Helsinki, capitale della fredda Finlandia, Europa – decisamente – del Nord. Per intendersi, la Finlandia è considerata la patria di Babbo Natale… Qui le temperature possono raggiungere anche i 25 gradi sotto zero. Freddo polare.

L’aeroporto, gestito dalla società Vaata (che dà anche il nome al sito) di proprietà statale, nel 1999 è stato giudicato il migliore del mondo. Nel 2006 un sondaggio a livello mondiale fra i passeggeri lo ha giudicato uno dei migliori al mondo.

E’ un punto di snodo assai importante per i collegamenti tra l’Europa e l’Asia. Eppure qui i disagi che si sono registrati ad esempio in questi giorni all’aeroporto londinese di Heathrow per una quantità di neve sicuramente inferiore a quella caduta qui (65 centimetri; l’anno scorso ne caddero ben 188 e l’aeroporto non chiuse mai) non ci sono stati.

Non solo: i responsabili dello scalo aereo dicono anzi che più freddo fa, meglio è per l’aeroporto. Come è possibile? Temperature sotto zero, si vola. Temperature a zero gradi, problemi. Il perché è dato dal fatto che quando la temperatura si avvicina allo zero, il clima diventa umido quindi diventa più facile la formazione di ghiaccio sulle piste.

Ma qual è il segreto dell’aeroporto di Helsinki? Buona organizzazione, innanzitutto, personale molto efficiente e soprattutto… tre differenti piste per atterraggi e decolli. Infatti, quando una pista è bloccata dalla troppa neve, le altre due funzionano regolarmente. Perché se ne chiudano due in contemporanea, devono verificarsi condizioni eccezionali, come quella del 2003: nevicata intensa e venti molto forti.

 

Ma il danno fu comunque inferiore all’ora di tempo. L’organizzazione, poi: qua ci sono ben 250 veicoli tra spazzatrici, spazzanevi, getti d’aria per spostare la neve e macchinari per verificare i livelli di attrito sulla pista. Questi ultimi sono fondamentali per capire se le piste siano agibili o meno. Appena nevica, si attivano camion che la portano lontano: l’anno scorso vennero effettuati settemila carichi di neve portata in un’area poco distante dall’aeroporto.

Quando invece si forma del ghiaccio sulle piste, intervengono macchinari dotati di spazzole di metallo. Se anche queste non bastano, vengono versati sulle piste degli speciali prodotti chimici che sciolgono il ghiaccio. Certo, una cosa bisogna dirla: l’aeroporto di Helsinki non è trafficato come quello di Heathrow che è il più trafficato a mondo. A Helsinki atterrano e decollano giornalmente circa 600 aerei (su tre piste) contro il doppio e anche più di Londra (con due piste). Per usare le stesse strategie finlandesi, a Londra ci vorrebbero tre volte i macchinari e il personale.

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