TUNISIA/ Il nuovo presidente: “Il Paese sembrava gestito dalla moglie di Ben Ali”. 5 nuovi ministri verso le dimissioni

- La Redazione

Mentre in Tunisia sta tornando la calma, il premier premier Mohammed Ghannouchi parla del suo predecessore alla radio francese.

prsidentetunisiaR400 Ghannouchi parla delle rivolte in Tunisia

Mentre in Tunisia sta tornando la calma, il premier Mohammed Ghannouchi parla del suo predecessore alla radio francese.

La situazione in Tunisia sta lentamente tornando alla normalità. Dopo la fuga del presidente Ben Alì, le redini del potere, a 6 mesi dalle elezioni anticipate, sono state date ad interim al premier Mohammed Ghannouchi. Il quale, parlando ai microfoni della radio francese Europe 1, ha dichiarato che la Tunisia «sembrava gestita dalla moglie di Ben Ali».

A proposito del rimpasto di governo, ha spiegato che i ministri confermati sono quelli che hanno «sempre agito per preservare l’interesse nazionale» e che «hanno le mani pulite». Tutti coloro che hanno avuto un ruolo nella repressione nel Paese, ha aggiunto, «ne risponderanno davanti alla giustizia».

E mentre nelle strade sta tornando la calma, si teme che la numerosa presenza nel governo di esponenti del vecchio regime possa provocare nuove proteste. Una, in particolare, è stata registrata ad Avenue Bourghiba, nel centro di Tunisi. I manifestanti chiedono le dimissioni di 5 ministri del vecchio governo. Intanto, l’esercito rimane schierato in tenuta antisommossa a presidiare i punti nevralgici di Tunisi.

CLICCA >> QUI SOTTO PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO

Ora, in ogni caso, la priorità del nuovo esecutivo sarà quella di garantire la sicurezza e indire nuove elezioni. Dovrà al contempo varare misure che inneschino la ripresa economica, considerato anche il fatto che l’emergenza si calcola sia costata due miliardi di dollari.

 

Gli italiani nel Paese attualmente non hanno nulla da temere. Lo ha riferito il ministro degli Esteri Franco Frattini, intervenendo nel corso de La telefonata su Canale 5. Il ministro ha spiegato che i 700 italiani rientrati in patria lo hanno fatto «perché volevano rientrare ma non c’è nessun pericolo». Non ci sono, in particolare, «condizioni di pericolo anche per quegli imprenditori italiani» che volessero rimanere in Tunisia».







© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori

Ultime notizie di Esteri

Ultime notizie