LIBIA/ Sarkozy sarebbe pronto a bombardare. Scaroni (Eni): “Stop e produzione di petrolio”

- La Redazione

Sembra che il presidente francese Nicolas Sarkozy sarebbe intenzionato ad effettuare bombardamenti aerei mirati sul suolo libico, anche senza l’appoggio europeo.

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Foto Ansa

Sembra che il presidente francese Nicolas Sarkozy sarebbe intenzionato ad effettuare bombardamenti aerei mirati sul suolo libico, anche senza l’appoggio europeo.

Presto l’occidente potrebbe intraprendere gravi iniziative nei confronti della Libia. A quanto si apprende, è dal presidente francese Nicolas Sarkozy che proviene la proposta, ad oggi, più dura: quella di «bombardamenti aerei mirati». Sembra anche che il presidente francese sia intenzionato a criptare i sistemi di trasmissione del comando di Gheddafi. Fonti citate da Le Nouvel Observateur, assicurano che il capo dell’Eliseo avrebbe detto a due rappresentanti dell’opposizione libica che la Francia è pronta, «se necessario, ad effettuare bombardamenti anche da sola».

Con toni più smorzati, che tuttavia lasciano trapelare intenzioni simili, si è espresso il presidente dell’Unione Europea, Herman Van Rompuy, che afferma: «I responsabili delle violenze in Libia andranno incontro a gravi conseguenze. L’attuale leadership libica deve lasciare il potere senza ritardi. L’Unione europea non può rimanere ferma quando si tratta della sicurezza di una popolazione».

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Il Parlamento europeo ha, inoltre, approvato a larghissima maggioranza (584 sì, 18 no, 18 astenuti) una risoluzione che chiede ai governi Ue di riconoscere il Consiglio nazionale della transizione come legittima autorità di rappresentanza ufficiale dell’opposizione libica. Nel frattempo, il titolare della Farnesina Franco Frattini, a margine della riunione straordinaria sulla Libia dei ministri degli Esteri dell’Europa a 27, fa sapere che «l’Italia non parteciperà a bombardamenti mirati su territorio libico».

 

Intanto, la Nato ha iniziato a sorvegliare 24 ore su 24 gli spazi aerei libici, pattugliandoli con tre Boeing E-3 Sentry. «Credo che la produzione di petrolio in Libia si fermerà molto presto, questione di giorni» ha, infine, dichiarato l’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, precisando che l’azienda ha compensato la mancanza di afflusso di greggio, attingendolo altrove.

 

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