MANIF POUR TOUS/ Volontè (Ppe): la repressione di Hollande sta violando i diritti umani

- La Redazione

Il presidente del PPE durante la manifestazione organizzata a Parigi contro i matrimoni gay ha assistito all’arresto di alcuni giovani che indossavano delle magliette a favore delle famiglie

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François Hollande (Infophoto)

Arrestati perché indossavano magliette a “favore della famiglia”, quindi contro i matrimoni gay. È quanto ha denunciato Luca Volontè, presidente del Partito popolare europeo (Ppe) all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa dopo aver assistito sabato sera sugli Champs-Elysées all’arresto da parte della polizia di alcuni giovani che protestavano contro il matrimonio gay.

Qualche settimana fa durante il Comitato dei ministri del Consiglio aveva sollevato alcuni dubbi sulla gestione da parte del governo francese della manifestazioni contro la legge Taubira che legalizza matrimoni e adozioni omosessuali. Ed è durante la marcia a Parigi contro le adozioni gay, promossa da Manif pour tous, che ha raccontato l’episodio.

Siete un popolo che tutti guardano con speranza e certezza – ha detto Volontè durante il suo intervento –. Tutti coloro che dalla Scandinavia all’Irlanda, alla Spagna all’Ungheria, alla Gran Bretagna e alla Croazia, si battono per la verità dell’uomo e la verità del matrimonio e della società! C’è un grande movimento di persone in Europa e in tutto il mondo, ci sono uomini veri e liberi che affermano la loro natura umana e si oppongono alla tirannia di “genere”. La tirannia insaziabile del matrimonio gay – ha aggiunto – ha uno scopo, cioè, creare un unico uomo, una società instabile e manipolata dal potere economico e dalla politica. Nessun cittadino, nessun partito politico può restare indifferente. Deve essere chiaro: chi sostiene la famiglia naturale, favorisce la Francia”. E poi la stoccata al governo Hollande: “dovrà rispondere della violazione di molti diritti”.

Intervistato da Le Figaro Volontè è entrato nel dettaglio, spiegano quanto accaduto sabato sera a Parigi: “Era poco prima delle 22. Camminavamo lungo gli Champs-Elysees. Vicino al negozio di Louis Vuitton, abbiamo notato, sul marciapiede opposto, giovani che protestavano contro i matrimoni omosessuali e che sventolavano bandiere. C’erano molte auto CRS, e la polizia stava cercando di interrogarli. Matteo e Loïc, i miei accompagnatori, hanno preso le immagini … quando è arrivata la polizia ad arrestarli, anche loro! Siccome io non parlo francese, non ho capito chiaramente il motivo, ma sembra che questo è perché Loïc indossava una t-shirt “contro i matrimoni omosessuali”.

Loïc mi ha mandato un sms dicendo che era in arresto con altri giovani. Poi un ufficiale di polizia mi ha chiamato per chiedermi se lo conoscevo. Da allora, nulla. I giovani portati via, che dovrebbero essere in carcere, non rispondono”.

Dalle pagine del giornale francese Volontè ha sottolineato anche tutta la sua amarezza e contrarietà: “Sono scioccato! Questo significa che in Francia si dispone di una nuova legge: si può indossare T-shirt con Che Guevara o qualcos’altro, ma non il simbolo dell’associazione che si batte contro la legge Toubira! Questo è davvero incredibile per una democrazia! Non è forse questa una violazione dei diritti umani? Peggio che in Ucraina o in Russia, perché lì, non ci fermano se indossiamo t-shirt a favore della famiglia … Con i miei colleghi del Ppe, ci incontreremo presto per considerare il risultato delle nostre azioni. Credo che a questo punto presenterò una nuova iniziativa alle autorità del Consiglio d’Europa nel mese di giugno, durante la sessione plenaria finale”.

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