Repubblica Centrafricana, attacco alla chiesa di Bangui/ 16 morti, Nzapalainga: “Condanna senza mezzi termini”

Repubblica Centrafricana, attacco alla chiesa a Bangui: miliziani islamici hanno preso d’assalto con granate e spari la comunità cattolica riunita per celebrare la festività di San Giuseppe.

01.05.2018 - Dario D'Angelo
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Immagini di repertorio (Foto da Lapresse)

Sono almeno sedici le persone rimaste vittime dell’attacco con granate alla chiesa cattolica di Bangui, Repubblica Centrafricana. Il raid, effettuato da miliziani islamici, è stato duramente condannato dal cardinale Dieudonné Nzapalainga, arcivescovo di Bangui: “condanna energica, senza mezzi termini”, riporta Agensir. Nzapalainga ha chiesto al governo e alle forze Onu del Paese che venga resa giustizia e che sia fatta luce sull’accaduto, esprimendo cordoglio per le vittime e i feriti. Continua il cardinale: “Cosa sta succedendo, è in corso una manipolazione? C’è una strumentalizzazione, c’è una volontà di dividere il Paese? C’è una agenda nascosta?. Da decenni, cosa abbiamo fatto di questo Paese. Colpi di Stato, ribellioni a ripetizione. Il risultato è davanti a noi: morti, saccheggi e distruzione e gli ultimi eventi drammatici ci ricordano che la violenza non è una soluzione ai nostri problemi”.Infine, un appello in cui chiede “a tutti i gruppi politici, amministrativi, religiosi, senza distinzioni, perché tutti insieme possiamo alzarci in piedi come un solo uomo per condannare l’accaduto poiché è lo stesso corpo centrafricano ad essere minacciato dall’interno”. (Agg. Massimo Balsamo)

RAID CON GRANATE, AGGRESSORI MILIZIANI ISLAM

Repubblica Centrafricana, attacco con granate a chiesa cattolica: strage a Bangui, sono almeno sedici le persone rimaste vittime dal raid. Gli aggressori, appartenenti probabilmente ai miliziani islamici del distretto PK5 secondo le prime indiscrezioni, sono stati respinti dalle forze di sicurezza e giungono i primi racconti dai testimoni oculari dell’attacco alla chiesa di Nostra Signora di Fatima. Signey Yamalè, come riportato dall’Huffington Post, ha commentato così: “La chiesa è stata circondata da uomini armati che hanno cominciato a sparare con armi e granate. Dieci persone sono morte sul posto, incluso padre Albert Toungoumalè-Baba. Ci sono molti feriti”. Non è il primo attacco nella zona: il 28 maggio del 2014, quindici persone sono state uccise in un attacco in una chiesa, contre giovani musulmani linciati e mutilati solo tre giorni prima nel corso di una partita di calcio interreligiosa. (Agg. Massimo Balsamo)

REPUBBLICA CENTRAFRICANA, ATTACCO CON GRANATE A CHIESA CATTOLICA

Una vera e propria carneficina quella verificatasi poche ore fa a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, dove la chiesa di Nostra Signora di Fatima che ospita la comunità cristiana è stata presa d’assaltoo con ogni probabilità da miliziani legati alla fazione islamica minoritaria nel Paese. Stando a quanto rifertio dalla France Presse, in seguito ai sanguinosi scontri, avvenuti mentre i credenti di fede cattolica erano riuniti all’interno della chiesa per presenziare alla messa che celebrava la festività di San Giuseppe, sarebbermo morte almeno 16 persone. Gli attentatori – perché di attentato sembra proprio si debba parlare – hanno dato vita ad un assalto di chiaro stampo militare: la chiesa di Nostra Signora di Fatima è finita nel mirino di granate e colpi di armi semiautomatiche, che hanno prodotto – secondo le prime informazioni fornite da Radio France Internationale, un bilancio di 9 morti e 60 feriti.

UCCISO UN PRETE

Dici Bangui e Repubblica Centrafricana e subito pensi al Giubileo della Misericordia inaugurato proprio in quei luoghi da Papa Franceso. Di misericordia, però non ne hanno avuta i miliziani islamici che hanno preso di mira la chiesa di Nostra Signora di Fatima dov’era riunita la comunità cristiana per la celebrazione di San Giuseppe. Oltre ai 9 morti di cui vi raccontavamo sopra, altre sette persone sarebbero rimaste uccise negli scontri tra gli attentatori e el forze di sicurezza. Tra le vittime vi è anche un sacerdote, padre Albert Toungoumalè-Baba. Da quel che si apprende gli aggressori sarebbero appartenenti ai miliziani islamici del PK5, il distretto poco distante dalla chiesa di Notre Dame dove la minoranza religiosa è stata confinata nel 2013. Non è la prima volta che la Repubblica Centrafricana finisce al centro di episodi di questo tipo: il 28 maggio 2014 almeno 15 persone rimasero uccise in un attacco alla chiesa, in risposta alla mutilazione di 3 giovani musulmani nell’ambito di una partita di calcio interreligiosa. 

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