Omicidio fratellastro Kim Jong-un/ Malaysia: rilasciata donna accusata della morte

- Emanuela Longo

Omicidio di Kim Jong-nam, fratellastro del leader nordcoreano Kim Jong-un: una delle donne accusate della morte è stata rilasciata

ambasciatore corea del nord
Il leader della Nord Corea Kim Jong-un (LaPresse)

A sorpresa, nelle ultime ore, le autorità malesi hanno rimesso in libertà Siti Aisyah ritirando le accuse nei suoi confronti per l’omicidio di Kim Jong-nam, fratellastro del leader nordcoreano Kim Jong-un. La sua morte, come rammenta RaiNews, avvenne nel mese di febbraio di due anni fa all’aeroporto Kuala Lumpur. Lo stesso stupore in seguito alla notizia è emerso anche da parte della stessa donna che, lasciando il tribunale, stando a quanto riportato dai media locali, si sarebbe limitata a commentare: “Sono sorpresa e molto felice. Non me l’aspettavo”. Nel mese di agosto era stata rinviata a giudizio insieme ad una seconda donna di origini vietnamite, Doan Thi Huong. Secondo l’accusa, entrambe si sarebbero rese autrice dell’omicidio del fratellastro di Kim usando l’agente Vx, un gas nervino. La procura aveva avanzato la richiesta di far cadere le accuse contro Siti Aisyah e nelle passate ore il giudice Azmi Arifin dell’Altacorte di Shah Alam ha accettato confermando così il rilascio di una delle donne coinvolte nella vicenda del 13 febbraio 2017.

OMICIDIO FRATELLASTRO KIM JONG-UN: IL PROCESSO

Prosegue invece il processo per la morte del fratellastro del leader nordcoreano Kim Jong-un per la seconda donna, Doan Thi Huongdi di nazionalità vietnamita, la quale sarà chiamata a testimoniare. Da due anni le due erano recluse e dopo la notizia del suo rilascio Aisyah ha abbracciato Doan in lacrime. Una volta uscita dal tribunale ha raggiunto un’auto che l’ha trasportata probabilmente verso l’ambasciata indonesiana. Per l’omicidio di Kim Jong-nam furono ritenute colpevoli solo le due donne. Nell’ottobre del 2017 era iniziato il processo che le vedeva imputate, sebbene fin da subito entrambe si erano proclamate innocenti rispetto alle accuse. Le rispettive difese avevano esposto la pista del possibile complotto da parte di agenti della Corea del Nord e di cui loro due erano state esecutrici inconsapevoli. Secondo la procura le due donne avrebbe avuto un “intento comune” con i quattro agenti nordcoreani di uccidere il fratellastro del leader. Questi ultimi tuttavia avevano lasciato prontamente la Malaysia facendo ritorno in patria poche ore dopo l’attacco.



© RIPRODUZIONE RISERVATA