CAOS VENEZUELA/ Maduro alza la posta per dare l’addio al Paese

- Arturo Illia

Maduro sta contrattaccando con forza mentre la soluzione della crisi venezuelana si sposta sullo scacchiere internazionale

Nicolas Maduro
Nicolas Maduro (Lapresse)

La crisi venezuelana sta vivendo un altro dramma: sentendosi ormai alla fine della sua dittatura, e non potendo ormai più contare sulla tattica di posporre tutto all’infinito (data la situazione di crisi energetica e sociale ormai giunta al limite del blocco totale) Maduro contrattacca con la forza, con l’arresto di Edgar Zambrano, primo vicepresidente dell’Assemblea Nazionale. È stato arrestato mentre stava nella sua auto davanti alla sede del suo partito, Accion Democratica: non volendo scendere dal suo veicolo, è stato trasportato direttamente all’interno di esso da un’autogru. Allo stesso tempo la deputata Mariela Magallanes ha avuto asilo presso l’Ambasciata italiana di Caracas.

Questi due fatti stanno elevando lo stato di crisi del Venezuela alla fase dell’uso della repressione da parte del regime. A Zambrano, come ad altri esponenti dell’Assemblea Nazionale, era stata tolta l’immunità parlamentaria da parte dell’Assemblea Nazionale Costituente, un organo del regime non riconosciuto da molti Paesi del mondo che hanno dichiarato l’attuale Governo incostituzionale perché partorito da elezioni fraudolente.

La situazione sta peggiorando anche perché si è saputo che il primo incontro avvenuto in Finlandia tra i rappresentanti di Usa e Russia, rispettivamente Mike Pompeo e Sergej Lavrov, è stato valutato come un ulteriore passo avanti rispetto alle conversazioni telefoniche tra i due Presidenti che si sono accordati per un incontro diretto nel quale dirimere la delicata questione.

Pompeo ha anche affermato come, nonostante Maduro abbia potuto mantenere il controllo dell’esercito, ci sono stati molti militari che lo hanno abbandonato, tra i quali un alto ufficiale dei servizi segreti. Inoltre, si è saputo che la settimana scorsa, mentre il regime era stato preso dal panico all’inizio dell'”Operazione Libertà”, molti alti esponenti dell’intorno di Maduro avevano chiesto ufficialmente asilo politico al Vaticano. “Maduro è perfettamente cosciente di essere arrivato alla fine della sua Presidenza e sta provando a esercitare tutta la sua influenza per ottenere i maggiori benefici prima di abbandonare il Paese”, ha continuato il Segretario di Stato statunitense.

È certo che la soluzione della crisi venezuelana si è trasferita direttamente sullo scacchiere mondiale ed è altrettanto sicuro che tutto quello che succederà comporterà effetti notevoli nel Continente latinoamericano. Sopratutto in Paesi dove si terranno elezioni, come l’Argentina, dove ha fatto la sua apparizione un libro di Cristina Kirchner, stranamente intitolato “Sinceramente”, in cui la leader del populismo argentino, gran ammiratrice di Maduro, scrive apertamente di voler cambiare la Costituzione e di voler abolire la Giustizia attuale per sostituirla con una popolare, con la chiara intenzione di abolire la democrazia. Cosa che ha provocato, oltre a moltissime critiche, la caduta della sua immagine nei sondaggi elettorali.

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