DER SPIEGEL VS GERMANIA SUGLI EUROBOND/ Linus “Come quando tuo cugino ti difende”

- Davide Giancristofaro Alberti

Der Spiegel vs Germania sugli eurobond: il giornale tedesco sfodera un duro attacco senza precedenti, e Linus commenta in maniera pungente

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La cancelliera tedesca Angela Merkel (LaPresse)
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In un clima di forti divisioni in seno all’Unione Europea a causa dei coronabond, e del famoso debito che le nazioni del nord, Germania in primis, non vorrebbe accollarsi, sorprende la posizione del giornale Der Spiegel, da sempre filo-governativo, e al fianco della propria nazione. Uno schieramento netto che è stato commentato anche da Linus, dj e direttore artistico di Radio Deejay, che attraverso la propria pagina Instagram ha voluto esprimere il proprio punto di vista sulla vicenda, scrivendo: “La più famosa rivista tedesca si chiama Der Spiegel, e storicamente non è mai stata simpaticissima nei nostri confronti. Per intenderci, sono quelli del piatto di spaghetti con la pistola. Ieri il direttore ha scritto un articolo per questo sorprendente. “Il rifiuto tedesco degli eurobond è un atto non solidale, gretto e vigliacco”, dice. “Forse conviene ricordare per un momento chi è stato a cofinanziare la ricostruzione della Germania nel Dopoguerra”. Quindi Linus chiosa il suo intervento con un simpatico paragone: “Leggendolo mi sono sentito come quando da ragazzino arriva tuo cugino e ti difende dal bullo del quartiere. Buona giornata”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

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EUROBOND, DER SPIEGEL CONTRO LA SUA GERMANIA

La decisione della Germania di mettersi di traverso agli eurobond, o coronabond, ha fatto andare su tutte le furie anche alcuni dei “massimi tedeschi” come i colleghi del giornale Der Spiegel. A riguardo il direttore Steffen Klusmann, ha pubblicato nelle scorse ore un editoriale molto duro nei confronti del governo presieduto dalla cancelliera Angela Merkel, scrivendo: «Il rifiuto tedesco degli Eurobond è non solidale, gretto e vigliacco». Nell’articolo si fa quindi riferimento a come il progetto europeo sia nato subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, grazie agli aiuti delle altre nazioni: «Apparire come il guardiano della virtù finanziaria – prosegue Klusmann – in una situazione del genere è gretto e meschino. Forse conviene ricordare per un momento chi è stato a cofinanziare la ricostruzione della Germania nel Dopoguerra». Der Spiegel punta anche il dito nei confronti del Mes, il famoso “fondo salva stati”, sottolineando come nazioni come Italia e Spagna siano troppo grandi per essere salvate dal meccanismo di stabilità: «I cui 410 miliardi di Euro non basteranno a lungo neanche alla sola Italia. Inoltre, gli aiuti del MES sono legati a condizioni, che non avrebbero senso nel caso di uno shock esogeno, come quello del Coronavirus».

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EUROBOND, DER SPIEGEL: “L’EUROPA NON E’ UNA MERA ALLEANZA”

Gli eurobond sarebbero quindi la giusta soluzione per permettere ai vari stati membri di risollevare la testa quando l’emergenza sanitaria, ed inoltre, sarebbero la prova «che non ci abbandoniamo l’un l’altro in tempi di maggiore bisogno, e che l’Europa è più di una mera alleanza di egocentrici, più di un mercato unico ben lubrificato ma dal cuore freddo con una moneta (ancora) comune. E infine le corona bond sarebbero anche un investimento a prova di bomba che finalmente tornerebbe a fruttare interessi. Ma non per gli hedge fund». Secondo l’editoriale del direttore del Der Spiegel, due sembrerebbero le condizioni che spingono la Germania a non sottostare agli eurobond: «O il governo tedesco davvero non si rende conto di quello che sta rifiutando con tanta noncuranza, oppure si ostina a non capire, spinta dalla paura che il partito populista Alternative für Deutschland (AfD) possa strumentalizzare gli aiuti ai vicini europei per la propria propaganda. Dopo tutto è stato l’esasperante dibattito sul sostegno alla Grecia che ha portato alla fondazione dell’AfD nel 2013». Nelle prossime ore la questione dei bond europei verrà molto probabilmente chiarita, anche se la Germania in primis, ma anche l’Olanda, continuano a storcere il naso di fronte a questa possibilità. Chissà che l’editoriale Der Spiegel non abbia permesso alla Merkel di vedere la questione da un altro punto di vista….

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