Fabrizio Corona/ Esce dal carcere e “torna” sui social: gli strani post su Instagram

- Valentina Gambino

Fabrizio Corona esce dal carcere e “torna” sui social (o quasi…)

Fabrizio Corona Verissimo cs2019
Fabrizio Corona

Fabrizio Corona esce dal carcere ed entra in un istituto di cura vicino Monza. Questo trasferimento, ha riacceso i riflettori sulla sua persona, creando anche sul suo profilo di Instagram, una specie di operazione di marketing portata avanti da Atena Agency e Adalet, condividendo una serie di immagini e video. Dopo le relazioni psichiatriche, si è segnalato “il patologico progredire di disturbi della personalità borderline, associati a tendenze narcisistiche e a episodi depressivi”. Da questo, lo spostamento in una realtà più consona all’attuale stato di salute. Corona non potendo avere contatti con l’esterno ed i social, ha probabilmente messo tutto in mano alle sue agenzie, profili compresi. Con alcuni post quindi, si sono evidenziate delle proteste in nome della libertà d’opinione: “Aggiungi olio (benzina) Forza Coraggio Vai Avanti, Non ti fermare mai”, si legge nelle didascalie. L’Atena ha firmato le pubblicazioni su Instagram, proprio come fa notare Andrea Conti per FQMagazine.

Fabrizio Corona esce dal carcere e “torna” sui social

Il mistero delle pubblicazioni s’infittisce anche tramite le Stories dove compaiono i libri scritti da Fabrizio Corona: “La vera incredibile storia comincia dal 1988 e oggi non è ancora finita anzi siamo all’inizio”, si legge.“Il soggetto bipolare ha dei passaggi di umore e di visione della realtà da una prima fase di eccitamento, generalmente collegata a pensieri di tipo persecutorio, ad una fase depressiva”, ha spiegato intanto la psicoterapeuta Vera Slepoj, per poi aggiungere che il catanese “non è in grado di contenere le sue pulsioni”. Il borderline sta, appunto, “al confine tra nevrosi e psicosi” mentre il narcisista “concentra su di sé qualsiasi azione tanto che non riesce ad avere grande affettività e relazioni sentimentali. Ma, attenzione, questo non vuol dire che ami se stesso”, aggiunge Slepoj che condivide la detenzione domiciliare il siciliano “Ma se non collabora con chi lo cura, lavorando su di sé e riconoscendo i suoi disturbi, non guarisce”.



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