Fase 2 per ristoranti e bar, come funziona/ Take away, termoscanner e nuovi orari

- Silvana Palazzo

Fase 2 per ristoranti e bar, come funziona e cosa può cambiare: da take away e delivery a termoscanner e nuovi orari. Il mondo della ristorazione si prepara

bimbo morto per allergia wahid cameron
Immagine di repertorio (Pixabay)

Come funziona la Fase 2 per i ristoranti? Avvicinarsi alla normalità vuol dire anche prepararsi in vista delle riaperture, anche se alcune categorie stanno già operando grazie alla consegna a domicilio. È evidente che questa è stata una soluzione utile per sopravvivere durante l’emergenza coronavirus, ma per la Fase 2 bisogna andare oltre. Confesercenti Liguria, ad esempio, propone che sia concessa ai pubblici esercizi la possibilità di fare servizio da asporto in attesa del loro momento per la riapertura. Il mondo della ristorazione, uno di quelli colpiti più duramente dall’emergenza coronavirus, sarà tra gli ultimi a ripartire. Bisognerà infatti aspettare per poter pranzare o cenare al ristorante. Discorso simile per sedersi al bar per la propria consumazione. Da qui l’idea, riportata anche da “Il Giornale”, di liberalizzare il take away. Dovrebbe però essere garantito l’ingresso ad un cliente per volta. Inoltre, dovrebbero essere predisposti percorsi di ingresso e uscita, oltre che il distanziamento tra clienti e dipendenti.

FASE 2 RISTORANTI E BAR, COME FUNZIONA E COSA POTREBBE CAMBIARE

Se i divisori di plexiglass sui tavoli a due sono fantascienza, ci sono invece altre misure necessarie da prendere nella Fase 2 per viverla in sicurezza. Le associazioni di categoria e le camere di commercio hanno ipotizzato dei protocolli, che comunque potrebbero variare da città a città. Si parte dal distanziamento sociale, per il quale andrà ridisegnata la disposizione dei tavoli. Bisognerà ragionare anche su nuovi orari e prenotazioni visto che ci saranno meno “coperti”. E va potenziato il delivery per colmare questo aspetto. Tra l’altro potrebbe essere una soluzione utile per evitare assembramenti. Quello della sanificazione è un altro aspetto complesso. Potrebbe tornare utile l’uso di materiale monouso, ma potrebbe comportare costi maggiori per il ristoratore. Bisognerà poi abituarsi forse al termoscanner, che potrebbe essere usato all’ingresso dei ristoranti. L’imprenditore Marco Zorzettig insieme a Gimmi Bodigoi, ad esempio, ha progettato e brevettato una colonnina alta 1,70 metri dotata di scanner che misura la febbre nel giro di qualche secondo.



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