Ripartire dai tagli

- Gilberto Sbaraini

Da dove riparte il Terzo Settore dopo i tagli

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Foto Imagoeconomica

In questi giorni circolano notizie allarmanti per le organizzazioni non profit: l’ultima in ordine di tempo, ma la prima per gravità, riguarda il clamoroso taglio del 75% dei fondi destinati al “5 per mille” per l’anno 2011, a sostegno delle organizzazioni di Volontariato e del Terzo Settore. Su questo argomento, in un recente articolo pubblicato da IlSussidiario.net, Monica Poletto ha ampiamente dimostrato con pochi semplici dati, che il fondo del “5 per mille” rappresenta, per lo Stato, un risparmio e non un costo!

Altri dati ufficiali confermano, con cifre inconfutabili, l’impressione che da tempo circola tra i responsabili delle Onlus: negli ultimi anni le risorse pubbliche sono progressivamente diminuite in maniera costante e significativa. Una tabella pubblicata il 19 novembre scorso dal Corriere della Sera quantifica la riduzione del Fondo Nazionale per le Politiche della Famiglia da 346,5 milioni di euro del 2008 a 52,5 milioni di euro previsti per il 2011. Nello stesso periodo il Fondo per le Politiche Sociali è sceso da 929,3 a 75,3 milioni di euro, quello per il Servizio Civile da 299,6 a 113 milioni di euro.

Di fronte a uno scenario così desolante potremmo, sconsolati, lasciarci cadere le braccia e magari imprecare, richiamando lo Stato alle sue responsabilità.

Ma la realtà, testarda, si manifesta anche con altri segni, che inducono ad affrontare il futuro con uno sguardo di speranza. Un esempio: alcuni anni fa due giovani fidanzati di Milano (che in seguito si sono sposati e che oggi hanno 3 piccoli bimbi), impegnati come volontari, hanno improvvisamente deciso di mettere a disposizione della Cooperativa Sociale “La Strada”, gratuitamente, tre appartamenti di loro proprietà, con l’unica richiesta di destinarli all’ospitalità di persone in difficoltà.

Superato il primo momento di stupore e dopo aver risolto, non senza fatica, alcune questioni burocratiche e formali (a un certo punto sembrava impossibile ottenere dall’ente pubblico l’autorizzazione al funzionamento, perchè si trattava di una attività non previsto dagli standard e dalle normative in vigore), “La Strada” è risuscita ad attivare un servizio per l’accoglienza diurna di minori con procedimenti penali.

Oggi il Centro Diurno Dedalo ospita una dozzina di ragazzi, ai quali il Giudice ha concesso la cosiddetta “messa alla prova”, una misura alternativa al carcere, che prevede la partecipazione a un programma educativo, di recupero scolastico e avviamento al lavoro. È un’esperienza che ha raccolto numerosi apprezzamenti e attestazioni di stima da parte degli addetti ai lavori. Per ogni ragazzo accolto lo Stato eroga una retta, che è comunque decisamente inferiore al costo per il mantenimento dello stesso giovane all’interno del carcere.

È questo un esempio di sussidiarietà, una risposta concreta a un reale bisogno, nata dalla disponibilità di alcune persone e dalla buona volontà di altre.
Nei giorni scorsi ho visto la stessa posizione umana in alcuni imprenditori veneti, messi seriamente alla prova dai gravi danni delle recenti alluvioni e intervistati in televisione: tanta sofferenza, fino alle lacrime, ma nessuna imprecazione e la chiara, determinata volontà di rimboccarsi le maniche, per affrontare e superare la dura prova.



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