Firenze, afghano uccide a coltellate connazionale nel centro migranti/ Si taglia gola e lancia da terrazzo

- Silvana Palazzo

Choc in centro migranti a Firenze: afghano uccide a coltellate connazionale al culmine di una lite, poi si taglia gola e lancia da terrazzo. Vittima morta sul colpo, assassino in ospedale

Sparatoria zona Fidene Immagini di repertorio (LaPresse)

Omicidio choc nel centro migranti di Impruneta, alle porte di Firenze, al culmine di una violenta lite tra due ospiti. Un afghano di 36 anni, Farhad Pazhwak, nel pomeriggio di giovedì ha ucciso un connazionale di 33 anni, Arif Sadat Sayed, con alcune violente coltellate. Con lo stesso coltello, preso dalla cucina del centro d’accoglienza per richiedenti asilo, si è poi inferto altri due colpi alla gola e si è gettato da un terrazzo al primo piano dell’edificio, Villa Monticini a Tavarnuzze. La vittima è morta sul colpo, mentre l’assassino è deceduto in serata, dopo l’arrivo in ospedale in condizioni disperate. L’edificio, di proprietà della parrocchia, è gestito dalla Caritas nell’ambito del progetto Sprar.

Nello stesso immobile c’è pure una sede della Misericordia, un centro d’ascolto, un’associazione di volontari. Forse anche grazie al fatto che ci fossero pochi ospiti, questa accoglienza non aveva dato problemi, anzi per gli addetti ai lavori, secondo quanto riportato da La Nazione, si poteva definire un esempio. “Nel centro non si erano mai verificati attriti e tensioni, siamo sconvolti“, dichiara Vincenzo Lucchetti, presidente di Fondazione solidarietà Caritas Firenze. Si è messo a disposizione dell’autorità giudiziaria per le indagini, ma ora “prevale in noi il dolore e lo sgomento“.

CHOC NEL CENTRO MIGRANTI DI FIRENZE: “UNA MACELLERIA…”

Il caos è scoppiato giovedì pomeriggio, poco prima delle 17. A villa Monticini c’erano solo i due afghani e due operatori. Erano amici e vicini di stanza, oltre che connazionali. I due lavoravano come pizzaioli. Eppure qualcosa è successo, scatenando una rabbia esagerata, una lite furiosa. “Il primo piano della struttura si è trasformato in una macelleria. Sangue ovunque: lo ha perso il 33enne, raggiunto da più coltellate. Non molte, ma decise. Profonde. Violente. Al collo. Alla pancia“, scrive La Nazione.

Secondo gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Ornella Galeotti, la lite non può essere dettato da una lite in cui sarebbero volate offese rivolte ad una sorella, ma forse ci sarebbe dell’altro dietro. Poi il suicidio. “Ho visto che aveva un coltello, l’ho visto tagliarsi la gola e lanciarsi di sotto“, testimonia un giovane. A tal proposito, i carabinieri stanno ascoltando testimoni e compiuto ogni rilievo. Con la morte dell’assassino, l’inchiesta è destinata a chiudersi, ma il pm Galeotti ordinerà un esame esterno sulle due salme.





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