Franca Leosini/ “A Storie Maledette un intervistato mi saltò addosso per strozzarmi”

- Silvana Palazzo

Franca Leosini rivela di essere stata aggredita durante una puntata di Storie Maledette: “A un intervistato mi saltò addosso per strozzarmi”. E il suo rammarico è…

franca leosini 2018 storie maledette
Franca Leosini, Storie Maledette

Franca Leosini aggredita durante una puntata di Storie Maledette, il suo programma di successo che va in onda da 17 anni. «Il protagonista di una puntata nel corso dell’intervista fece un salto e tentò di aggredirmi mettendomi le mani al collo. Voleva strozzarmi». La giornalista ne ha parlato a FQMillennium. Non rivela il nome della persona in questione, ma spiega che stava registrando la puntata “Aprite quella tomba” che – come riportava all’epoca AdnKronos – era dedicata a Massimo Anastasi, che accoltellò con trenta coltellate la compagna Rosa nel loro appartamento al Tiburtino. «Gli feci una domanda scomoda e lui non la sopportò. Mi saltò proprio addosso. Io rimasi impassibile». Di quella vicenda ha ancora un rammarico: «Purtroppo il regista di allora, sbagliando, staccò e invece avrebbe dovuto continuare a registrare». Nell’intervista però ha parlato anche di religione. Franca Leosini ha spiegato di essere credente e una cattolica praticante, ma con misura. «Preferisco andare in Chiesa di sera al tramonto quando non c’è nessuno. Per pregare mi piace che non ci sia nessuno attorno a me».

FRANCA LEOSINI E LA NASCITA DI “STORIE MALEDETTE”

Franca Leosini ha raccontato anche come è nata la trasmissione “Storie maledette”, cioè dalla sua esperienza lavorativa a Telefono giallo su Raitre. Prima lavorava a L’Espresso, negli anni Ottanta faceva la terza pagina a Il Tempo. «Un giorno il direttore, Gianni Letta, mi mandò a Napoli per seguire il processo per l’omicidio di una bella donna dell’alta società napoletana, Anna Grimaldi». A quei tempi si seguiva meno la cronaca nera. Di quell’omicidio fu accusata Elena Massa, collega de Il Mattino. Telefono giallo apprezzò i suoi articoli e la contattò per un’inchiesta che andò in onda. «Dalla mia bocca non sentirai mai dire la parola “successo”, ma il mio lavoro ebbe un grande riscontro. Il direttore di rete, Angelo Guglielmi, mi chiamò dicendomi: “Resta cu mme, nun me lassà”». Il programma è nato dunque dalla voglia di concentrarsi sulla persona accusata del delitto. Le sue fonti d’ispirazione sono letterarie, ma non è una grande lettrice del giallo. «Chiaro, il noir mi interessa, ma come forma di scrittura».



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