Francesco Bellomo: chiesto processo/ Bari, minacce a Conte e corsiste maltrattate

- Emanuela Longo

Francesco Bellomo: chiesto processo a ex giudice da parte della procura di Bari. Le accuse a suo carico: dalle minacce al premier Conte ai maltrattamenti alle corsiste

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Francesco Bellomo, chiesto rinvio a giudizio (LaPresse)

L’ex giudice Francesco Bellomo potrebbe presto andare a processo. E’ la notizia che riferisce oggi Repubblica.it, dopo la richiesta di rinvio a giudizio a suo carico avanzata dalla procura di Bari. Bellomo, ex giudice del Consiglio di Stato, è già accusato di maltrattamenti ed estorsione a scapito di quattro giovani borsiste della sua scuola di preparazione al corso di magistratura. Non solo: tra le altre accuse a suo carico anche quelle di calunnia e minaccia nei confronti del premier Giuseppe Conte, all’epoca dei fatti vicepresidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa. Le medesime accuse riguardano anche Concetta Plantamura, ex componente della commissione disciplinare che nel 2017 era stata chiamata ad esprimersi proprio sull’operato di Bellomo. Le indagini portarono alla luce però anche i maltrattamenti messi in essere dall’ex giudice a scapito di tre ex borsiste e di una ricercatrice della sua Scuola di Formazione per la preparazione al concorso in magistratura, nonché estorsione nei confronti di un’altra corsista che fu costretta a lasciare il lavoro che svolgeva in una emittente televisiva locale.

FRANCESCO BELLOMO, CHIESTO PROCESSO A EX GIUDICE

Secondo quanto emerso dalle indagini, non solo l’ex giudice Francesco Bellomo ma anche l’ex pm di Rovigo, Davide Nalin rispondono dell’accusa di maltrattamenti in concorso. La richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura barese ha riguardato anche l’avvocato di Bari Andrea Irno Consalvo, che all’epoca dei fatti ebbe il compito di organizzare i corsi all’interno della Scuola. Quest’ultimo dovrà rispondere delle accuse di false informazioni al pubblico ministero. Le indagini sono state coordinate dal procuratore aggiunto Roberto Rossi e dalla pm Iolanda Daniela Chimienti. Stando a quanto emerso, tra il 2011 ed il 2018 – spiega Repubblica – Francesco Bellomo avrebbe adescato corsiste alle quali proporre borse di studio facendo però loro sottoscrivere un contratto che includeva particolari ‘doveri’ e ‘dress code’. In particolare era obbligatorio l’uso di minigonna e tacco 12 e nel caso della violazione delle regole del contratto erano previste punizioni. Dopo 20 giorni ai domiciliari nel luglio scorso, Bellomo è stato interdetto dall’attività di insegnamento.



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