Francesco Le Foche/ “350 bimbi in terapia intensiva per Covid, sì al vaccino”

- Andrea Murgia

L’immunologo Francesco Le Foche ha fatto chiarezza sull’azione delle diverse dosi del vaccino a Tagadà su La7: “Terza dose su persone che hanno un deficit immunitario”

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Francesco Le Foche (L'Aria che Tira, 2021)

Francesco Le Foche, immunologo-allergologo clinico del Policlinico Umberto I di Roma, ha fatto chiarezza sull’azione delle diverse dosi del vaccino nel programma Tagadà su La7: “Con la prima dose noi inseriamo nel sistema immunitario una sostanza per ottenere un certo tipo di risposta. Dopodiché, immettiamo una seconda dose che imprime una memoria immunologica nel sistema immunitario. Chi deve fare la terza dose è come quegli individui che incontrano altre persone su un marciapiede ma non fissano bene la memoria”.

“A quella persona – prosegue Francesco Le Foche viene detto: ‘Hai incontrato una persona pericolosa’. La incontra una seconda volta e sa perfettamente che quella persona è da definire meglio. Ecco, chi ha un deficit immunitario è come se non riuscisse a definire bene tutto, quindi ha bisogno di imprimere bene la risposta e ha bisogno della terza dose”.

FRANCESCO LE FOCHE: “BAMBINI HANNO DIRITTO ALLA SALUTE”

Sulla terza dose di vaccino, Francesco Le Foche ha spiegato a Tagadà su La7 che “per chi ha un sistema immunitario normale questa risposta dovremmo valutarla meglio ma sappiamo perfettamente che entro un anno copre abbastanza bene, però bisogna controllare individualmente”. Sulla copertura del vaccino, Le Foche ha detto: “Normalmente dopo una settimana dalla seconda dose abbiamo una risposta significativa e la copertura dura nove mesi. Ognuno però risponde in modo individuale. Entro l’anno abbiamo visto però pochi contagi, anche su chi ha avuto già la malattia”.

Francesco Le Foche ha poi parlato del vaccino ai bambini: “Un vaccino è tale solo quando viene autorizzato, però ci sono prima degli studi. I bambini hanno il diritto alla salute. Quest’anno 350 sono andati in terapia intensiva per via del Covid e devono essere protetti. Questo virus sembra più aggressivo con la variante Delta che entra più facilmente nei bambini. Dai 12 ai 19 anni non ci sono state grosse problematiche né effetti collaterali importanti, per cui dopo l’autorizzazione dell’Ema di Pfizer e Moderna sui bambini credo che si possa procedere“.

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