FRANCESCO PANTALEO, STUDENTE SCOMPARSO A PISA/ Corpo carbonizzato: è giallo

- Dario D'Angelo

Francesco Pantaleo, studente scomparso a Pisa: il suo corpo è stato trovato carbonizzato a San Giuliano Terme. Gli investigatori non escludono nessuna pista.

militare italiano
Immagine di repertorio (Pixabay, 2018)

Appartiene a Francesco Pantaleo, il 23enne originario di Marsala (Trapani) scomparso a Pisa, il corpo trovato carbonizzato in un campo di San Giuliano Terme. A confermare che si tratti del giovane studente di Ingegneria informatica all’Università di Pisa è stata la comparazione del Dna dei campioni biologici. Di Francesco Pantaleo si erano perse le tracce sabato 24 luglio: esattamente una settimana fa. Erano stati i genitori, dalla Sicilia, a lanciare l’allarme: non riuscivano più a mettersi in contatto con il figlio, che in Toscana si trovava per gli studi e che a breve avrebbe dovuto completare il ciclo universitario triennale. Come riportato da ilfattoquotidiano.it, da quanto emerso dall’esame della Tac eseguito nei giorni scorsi, sul corpo del ragazzo non sono stati riscontrati segni di ferite precedenti rispetto alle fiamme. Un vero e proprio giallo: cos’è successo a Francesco Pantaleo?

FRANCESCO PANTALEO, STUDENTE SCOMPARSO A PISA TROVATO CARBONIZZATO

Fino all’esito dell’esame del DNA l’indagine si era sviluppata su due filoni paralleli. In un primo momento, infatti, carabinieri e medici legali avevano ritenuto che il corpo trovato carbonizzato appartenesse ad un soggetto di etnia africana. L’attività investigativa si era concentrata in particolare negli ambienti della marginalità sociale e dello spaccio di stupefacenti. La squadra mobile invece aveva condotto le ricerche e le indagini sulla scomparsa di Francesco Pantaleo. Nella sua abitazione, collocata in una zona residenziale a nord di Pisa, gli inquirenti hanno trovato tutti gli effetti personali del 23enne: portafoglio, smartphone, pc, bancomat e occhiali da vista. Nessun ammanco, dunque, tale da far pensare alla volontà di sparire nel nulla. Giovanni Mennella, comandante del Reparto operativo dei carabinieri di Pisa, al Corriere della Sera ha dichiarato: “Indaghiamo sia sull’ipotesi dell’omicidio che sul suicidio. L’unica cosa certa sino ad oggi è che non abbiamo elementi per individuare eventuali responsabili. Non sono state trovate impronte, non ci sono indizi o testimonianze. Non ci sono auto o scooter abbandonati ma neppure contenitori di benzina. Solo l’esame autoptico ci potrà dare qualche verità“.



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