IL CASO/ E se il “duro” Schwarzenegger puntasse alla guida della flaccida Europa?

- Luigi Santambrogio

È la politica la cosa che più manca all’ex governatore della California Arnold Schwarzenegger. Che potrebbe fare un pensiero all’Europa… Il commento di LUIGI SANTAMBROGIO

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Arnold Schwarzenegger (Imagoeconomica)

A Bruxelles ci arriverà magari sgommando a bordo della sua nuova Porsche 997 turbo cabriolet che l’ex governatore ha solo da qualche mese aggiunto al suo garage già zeppo di muscle car, come si conviene all’irriducibile e “duro a morire” mister Terminator. E non importa se il motore (3,6 litri per 480 cavalli di potenza e 315 chilometri all’ora di velocità) non potrebbe neppure girare un secondo senza infrangere  le leggi, le più taleban-ecologiste e no-oil che lo stesso Arnold Schwarzenegger ha varato nei suoi due mandati in California.
Contraddizioni e incoerenze che si possono concedere solo a una superstar diventata, suo malgrado, l’icona del sogno e della rivincita americana. Quella sperata e perseguita dopo gli anni timidi e molli della presidenza Clinton.
A 64 anni, l’ex Mister Universe torna oggi a interrogarsi sul che fare da grande. All’inizio del mese ha presentato a Cannes The Governator, un cartone animato su un super-eroe realizzato in collaborazione con Stan Lee, il creatore di Hulk, Thor e Spiderman. Ma non sarà Hollywood, dicono, a segnare il remake di Terminator: è la politica la cosa che più gli manca.
La Casa Bianca gli è off-limits: è nato in un piccolo paese della Stiria, in Austria e non possiede, quindi, le caratteristiche costituzionali della purezza yankee. Ma se Washington gli è proibito, l’attore è pronto a far valere le sue radici europee e puntare a sostituire Herman Van Rompuy, attuale presidente dell’Ue, il cui mandato scadrà nel maggio 2012. Per il suo ex capo di gabinetto, Terry Tamminen, la cosa si può fare e ha pure ottime chance.
“Nei prossimi anni”, ha dichiarato in un’intervista a Newsweek, “l’Unione europea dovrà trovarsi un presidente di più ampio respiro, qualcuno che sia in grado di unificare l’Europa”. Essere eletto non sarà semplice, ma la posizione di outsider potrebbe giocargli a favore. “I francesi non vorranno un tedesco”, conclude ironicamente l’ex capo di gabinetto, “e i tedeschi non vorranno un italiano. Perché non scegliere un europeo partito dagli Stati Uniti, resuscitando la visione di un George Washington o di un Thomas Jefferson di un’Europa nuova ed unificata?”.

Già, perché no? Sempre che l’Europa, obiettano gli scettici, sia disposta a eleggere un attore come presidente dell’Unione. Ma l’Ue ha fatto di peggio, questo lo sanno anche i bambini. Le vergognose scelte prese da Bruxelles sulla guerra in Libia e l’emergenza profughi dal Nord Africa, dicono bene la cifra scadente di questa povera Europa: miope e senza cuore, flaccida con i forti, arrogante e feroce con i più piccoli. Lo si è visto con l’Italia, lasciata sola di fronte all’assalto degli emigranti tunisini.
Forse il dottor Schwarzy potrebbe darle una scossa e  procurarle, in attesa di un trapianto di cuore nuovo, almeno muscoli sani e robusti. Un po’ di tempo con Arnold-Conan ai posti di comando non potrebbe che fare del bene all’euro-circo. L’aver costruito la sua fortuna dal nulla lo rende già diverso, quasi un marziano in un mondo occupato da burocrati e politici di professione, comunque mai abituati a faticare e a rischiare del loro. Tuttavia, neppure la politica è estranea al “barbaro austriaco” che non arriva certo dalla luna. Schwarzenegger è stato per due volte e 7 anni governatore del Golden State, inserito nella lista di Time tra le 100 persone più influenti impegnate ad aiutare il mondo.
Il bilancio? Più i successi che sconfitte. Leggi esemplari come quella contro l’effetto serra che, varata nel 2006, che ha trasformato la California in uno degli Stati più attivi nella lotta contro l’inquinamento atmosferico. Repubblicano atipico, il governatore è stato anche un precursore in materia di riforma sanitaria, vicino alle posizioni dell’ex senatore Ted Kennedy, zio di sua moglie. Tra i suoi insuccessi, quello più doloroso è il deficit di bilancio: circa 6 milioni di dollari, dovuto soprattutto alla quasi impossibilità di riformare alcuni settori della società come quello carcerario o quello scolastico. Insomma, da Los Angeles con passione: forse è la cura giusta per guarire la cinica Europa. È il “vecchio” Schwarzy la nuova e insperata risorsa che arriva dall’America.



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