IL CASO/ Ti presento i “suoi”. Di Bersani

- Luigi Santambrogio

LUIGI SANTAMBROGIO commenta i manifesti della campagna di tesseramento del Partito Democratico, dal gastronomo Farouk alla foto scattata con i gay all’oscuro di Bersani

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Immagine d'archivio (Infophoto)

Conosci Bersani? Sì, il tipo che dice di guidare il Pd e che in questi giorni a chi incontra per strada vuole a tutti i costi presentare i suoi parenti: Farouk, Eva, Fabrizio, Nicola e Gianna. E poi ci sono anche i cugini gay felici e contenti. In comune un sogno: iscriversi al Pd. Vabbè, chi s’accontenta gode ma questo è quel che passa il convento dei creativi ex comunisti. Gli esperti la definiscono una campagna teaser, che (dovrebbe) incuriosire e lanciare la mobilitazione vera e propria. Il punto è che non sembra aver lanciato alcunché. La famiglia allargata che occhieggia dai manifesti del fu Partito comunista italiano è, infatti, solo un condominio  di maschere e tipi da arcimboldo, una sfilata di improbabile umanità, macchiette metropolitane e icone tarocche da far venire i tremiti lassù, al povero Berlinguer.

Meglio, molto meglio quel dipinto neo impressionista: in un’osteria di Campo dei Fiori Bersani ammira voglioso una pinta di birra bionda. Sembra “L’assenzio” di Degas, scrive uno sconsolato militante e forse ha ragione. Come la triste parigina, pure Bersani, penna in mano e fogli bianchi sul tavolo, guarda nel vuoto, strafatto di becks e malinconia, in attesa di chissaché. Rustica autenticità o disperata solitudine? Scambi di opinioni, pareri contrastanti: sul web i fan approvano, condividono, commentano, rilanciano quella foto come nuovo simbolo del nuovo partito della gente. “Come si fa a non volergli bene?”, “È perfetto, stona solo la birra: era meglio un bicchiere di Bonarda”.  E al diavolo chi  insinua e sghignazza: “Prepara il discorso al bar perché da sobrio non ci riesce”. Divertente ma inutile la battutaccia perché nulla e niente potranno togliere al segretario birraio la sola cosa preziosa che ancora gli resta: la realtà. Davanti ai toni caldi di quello scatto rubato in osteria, evapora tutta la galleria di caricature, di barbe finte e di santi bugiardi che il partito ha messo al muro per confondere il popolo italiano.

Come Robert De Niro in “Ti presento i miei”, anche Bersani ci presenta i suoi. Ma chi è ‘sto Farouk, improbabile “gastronomo” quarantacinquenne con la passione dell’”approfondimento politico”? Beh, comprereste una macchina usata da uno così?

Cambia la scena ed ecco altri poco raccomandabili compagni di bevute. “Conosci i miei gay”, ordina il manifesto farlocco. Però il trucco c’è e si vede. Un trappolone teso al segretario dall’ala gay durante i lavori dell’assemblea nazionale del Pd. Gli chiedono una foto ricordo, Bersani abbocca, esce dalla sala, si aggiusta la cravatta. E quindi posa per lo scatto con Rosaria Iardino, Aurelio Mancuso, Fabio Astrobello e la leader lesbica Paola Concia. Pronti, cheese, fatto! Il segretario saluta e torna al suo posto. L’immagine viene ritoccata e il foto-montaggio finisce in rete come un vero manifesto. Scherzo crudele e sciocco. Bersani è migliore di quello che appare e il PB, il Partito della Birra, è cosa più vera del Pd. Certamente più seria di quel gruppo di falsari gay.

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