“Gay anche tra moscerini”/ Gallavotti “capiamo se basare su questo i nostri diritti”

- Niccolò Magnani

Gallavotti (biologa) a DiMartedì: “gay contro natura? No, ci sono anche tra i moscerini della frutta. Capiamo però se basare su questo i nostri diritti”

Gallavotti
Barbara Gallavotti, biologa (DiMartedì, 2021)

I gay non sono contro natura e addirittura i moscerini della frutta sviluppano forme omosessuali come per migliaia di altre specie: a dirlo è la biologa Barbara Gallavotti durante l’ultima trasmissione “DiMartedì” su La7, lanciando però una “provocazione” non colta (o non voluta cogliere?) dal conduttore Giovanni Floris.

La domanda è netta e lanciata alla biologa ospite in studio, con riferimento neanche tanto indiretto alla discussione enorme sorta sul Ddl Zan e in generale sui diritti degli omosessuali: «Gay contro natura? Io ho un problema iniziale a pensare che gli esseri umani debbano adeguare il proprio comportamento a quello che fanno altre specie: in questo momento stiamo facendo una cosa estremamente contro natura, non ho mai visto una diretta tv fatta da alcuna specie animale…». Per Gallavotti, nel caso dell’omosessualità il problema comunque non si pone, «perché l’omosessualità è prevista dalla natura e dall’evoluzione, tant’è che è estremamente diffusa».

I GAY, LA NATURA E I MOSCERINI

L’esperta scienziata spiega poi come vi siano almeno 1.500 diverse specie nelle quali si sono visti comportamenti omosessuali all’ordine del giorno: «andiamo dai mammiferi al moscerino della frutta, quindi c’è tutta la gamma», rimarca Gallavotti a DiMartedì. Entra anche nel merito di cosa si intenda per “comportamenti omosessuali” in natura: «intendiamo coppie stabili, coppie temporanee, coppie che si formano per allevare una prole ottenuta con l’aiuto di qualche altra specie, ci sono in natura animali che cambiano spontaneamente sesso nel corso della vita, magari trascorrono la prima parte dell’esistenza come maschi e la finiscono come femmine». La conclusione è però di nuovo lasciata con la provocazione iniziale, che lascia intuire come non per forza occorre seguire sempre la natura per basare e normare i diritti fondamentali dell’umanità: «da questo punto di vista se ci appelliamo alla natura possiamo considerarci liberi. Resta da capire se vogliamo basare i nostri diritti fondamentali su quello che fanno i moscerini della frutta, perché ci resta da girare intorno alle mele marce e poco altro».



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