Gennaro Arma, comandante Diamond Princess/ “Non sono un eroe, ora stiamo a casa”

- Davide Giancristofaro Alberti

Gennaro Arma, comandante Diamond Princess, in collegamento con Storie Italiane: “Non sono un eroe, ho fatto solo il mio dovere”

arma rai 2020 640x300 Gennaro Arma, comandante Diamond Princess (Storie Italiane, Rai)

Gennaro Arma è il comandante della Diamond Princess, la nave da crociera rimasta per settimane al largo della baia di Yokohama, in Giappone, causa epidemia da coronavirus. Oggi è stato in collegamento Skype con Storie Italiane, su Rai Uno: “E’ stato un momento complesso – le sue parole a Eleonora Daniele – abbiamo vissuto dei momenti difficili, ma fondamentale abbiamo mostrato al mondo intero che restando uniti, con grosso spirito di sacrificio e osservando le regole, ogni ostacolo può essere superato. Sono stati dei momenti difficili, era una situazione del tutto nuova, non si era preparati, non esistevano manuali per fronteggiare questa emergenza. Ma come detto, rimboccandoci le maniche e dando il meglio, sacrificandosi l’un per l’altro, siamo riusciti a portare a termine la missione”. Arma prosegue: “Ci sono stati momenti difficili, gli stessi che stiamo vivendo ora qui in Italia. Mi rendo conto che le misure che sono state adottate hanno stravolto la quotidianità, ma è fondamentale seguire le regole, bisogna restare in casa, così come i nostri passeggeri erano rimasti confinati nelle loro cabine, per il rispetto di se stessi, degli altri, ma anche per i medici che stanno lottando”.

GENNARO ARMA: “SAPEVAMO COSA FOSSE IL CORONAVIRUS”

“Nel corso della crociera il coronavirus era già abbastanza attuale – ricorda ancora il comandante della Diamond – noi andavamo dal Giappone alla Cina, toccando porti come Hong Kong e Vietnam, e durante la crociera le precauzioni erano già state aumentate. Sapevamo cosa fosse il covid-19, e chiaramente pensavamo ai quei tempi che sarebbe rimasto circoscritto alla Cina, nessuno pensava che sarebbe arrivato a contagiare il mondo intero”. Ma non dite ad Arma che è un eroe: “Io un eroe? Mi sento una persona normale che ha fatto il suo lavoro, con dedizione e sacrificio”. Anche il comandante, ovviamente, non esce di casa: “Si adesso sono a casa, come spero facciano tutti gli italiani, sono qui con la mia famiglia, mio figlio e mia moglie, stiamo cercando di dare il nostro contributo. Anche mio figlio, come tutti i bambini, sta partecipando a questa momento, ha fatto una maglietta con scritto “andrà tutto bene” che mi va di dedicare a tutti. Sto ricevendo ancora oggi attestati di stima da parte di passeggeri e membri dell’equipaggio, cose che fanno davvero piacere”.





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