GEORGE FLOYD: 4 MORTI DOPO PROTESTE/ 4mila arresti, taser contro due afroamericani

- Davide Giancristofaro Alberti

George Floyd: non si placano le proteste negli Stati Uniti dopo la morte del 46enne afroamericano. Più di 4.000 gli arresti, mentre i morti salgono a 4

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Proteste a New York (LaPresse)

Sono ore turbolente quelle che stanno vivendo gli Stati Uniti d’America in seguito all’uccisione da parte della polizia a Minneapolis di George Floyd, soffocato brutalmente accanto a un autoveicolo delle forze dell’ordine. A “La Vita in Diretta” è stato fatto il punto proprio sulla situazione, grazie all’inviato Rai presente a New York. È stato innanzitutto detto che le vetrine delle boutique di Madison Avenue sono state ricoperte con pannelli di legno per impedire che vengano infrante da coloro che stanno dando vita alla guerriglia. In tutti e cinquanta gli Stati americani si sono registrate proteste in queste notti, iniziate spesso in maniera pacifica e, successivamente, degenerate. Addirittura, non si registrava un’ondata di ribellione simile da quella successiva all’uccisione di Martin Luther King nel 1968. Infine, due cittadini afro-americani ad Atlanta sono stati fermati da due poliziotti e tramortiti con il taser senza giustificazione: i due agenti sono stati licenziati in tronco. (aggiornamento di Alessandro Nidi)

GEORGE FLOYD, PIÙ DI 4MILA ARRESTI

Non intende placarsi la violenta protesta negli Stati Uniti come risposta all’uccisione di George Floyd. Nelle ultime ore è giunta notizia di un altro morto, un uomo ucciso nella città di Louisville, in Kentucky, quarta vittima da quando sono scoppiati i tumulti. Il numero di persone arrestate dallo scorso 26 maggio è invece salito a più di 4.000, di cui oltre i 500 nella sola Los Angeles. Fra coloro finiti in manette anche Chiara De Blasio, la 25enne figlia del sindaco di New York che è stata fermata sabato sera dagli agenti dopo che si è rifiutata di lasciare una strada nel centro di Manhattan che gli agenti stavano sgomberando. Nel frattempo sono aumentate le città sottoposte a coprifuoco notturno, dalle ore 23:00, alle 6:00, e ad oggi sono più di 40. Fra queste anche Philadelphia, dove vi sono stati numerosi scontri con la polizia, nonché Washington. Infine da segnalare le parole di Benjamin Crump, avvocato dell’agente Derek Chauvin, che ha spiegato di non condividere le accuse nei confronti del suo assistito. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

GEORGE FLOYD, SESTA NOTTE DI GUERRIGLIA: CAMIONISTA RISCHIA LINCIAGGIO

Scene di guerriglia e di follia giungono dagli Stati Uniti, inerenti le accese proteste a seguito dell’uccisione di George Floyd. A Minneapolis si è quasi rischiata la strage dopo che un tir autocisterna ha di fatto rotto le barriere, passando fra la folla ad alta velocità. Ad un certo punto il camionista è stato fermato e numerose persone sono salite sulle motrice inveendo contro lo stesso camionista. Lo stesso guidatore è stato in seguito fermato dalle forze dell’ordine, e secondo i media americani sarebbe un 35enne sostenitore del presidente Donald Trump. Intanto è stata rinviata al prossimo 8 giugno la prima udienza nei confronti di Derek Chauvin, l’ex agente già arrestato e accusato di aver contribuito alla morte del 46enne afroamericano di cui sopra, dopo aver bloccato lo stesso a terra con un ginocchio sulla gola. Nei confronti del poliziotto le accuse sono quelle di omicidio di terzo grado e omicidio colposo di secondo grado. Non sono stati spiegati i motivi del rinvio, Chauvin resta al momento in custodia. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

GEORGE FLOYD, SESTA NOTTE DI COPRIFUOCO IN USA, SCONTRI ALLA CASA BIANCA: 50 FERITI

Ennesima notte di scontri e di violenza negli Stati Uniti, con migliaia di manifestanti da est a ovest, che sono scesi in piazza per protestare dopo la morte del 46enne afroamericano George Floyd, ucciso la scorsa settimana da un agente a Minneapolis, durante un arresto. Come riferiscono i colleghi dell’agenzia Agi, quella appena passata è stata per l’esattezza la sesta notte da incubo oltre oceano, con diverse città che hanno imposto il coprifuoco, violato però dai manifestanti. Grandi proteste di fronte alla Casa Bianca a Washington, la residenza del presidente degli Usa, Donald Trump. Anche il centro amministrativo del paese è stato sottoposto a coprifuoco, precisamente dalle ore 23:00 alle 06:00 del mattino, con il tycoon che è stato trasferito nel bunker dell’edificio assieme alla moglie Melania e al figlio Barron, per sicurezza. Fuori la White House gli scontri sono andati avanti per ore, e il bilancio è stato di almeno cinquanta feriti, fra cui anche diversi uomini della sicurezza del presidente.

GEORGE FLOYD, SCONTRI SENZA FINE: 2.500 ARRESTI NEL SOLO WEEKEND

Sempre a Washington, a Lafayette Park, numerosi incendi sono stati appiccati dalla folla, e la polizia ha risposto sparando gas lacrimogeni, granate stordenti e spray al peperoncino. Fiamme che hanno coinvolto anche l’ingresso della chiesa di St. John, anche se sono state prontamente domate. Nel contempo sono proseguiti gli arresti, circa 2.500 nel solo weekend in tutto il paese, fra cui 150 nella sola Minneapolis nelle ultime 24 ore. Almeno quaranta le città dove è stato imposto il coprifuoco, e la Guardia nazionale è stata mobilitata in sedici diversi stati per aiutare le forze dell’ordine nel sedare la folla inferocita. Centinaia i negozi saccheggiati e le auto date alle fiamme, così come i commissariati di polizia in ogni angolo degli Stati Uniti, a conferma di una protesta decisamente violenta e che per ora non sembra vedere la parola fine. Il bilancio ad oggi, è di tre vittime fra i manifestanti, con l’aggiunta di un poliziotto ferito in maniera grave dopo essere stato accoltellato.

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