Gianfranco Pasquino/ “Quirinale, Cartabia donna giusta al momento giusto. Draghi…”

- Carmine Massimo Balsamo

Il professor Gianfranco Pasquino a Il Dubbio: “Il governo, se questa ripresa continua, è destinato a durare. Sul Centrodestra…”

gianfranco pasquino
Marta Cartabia, ministra della Giustizia (LaPresse)

Il profilo ideale per il dopo Mattarella potrebbe essere quello di Marta Cartabia, Gianfranco Pasquino non ha dubbi. Il professore emerito di Scienza Politica a Bologna ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de Il Dubbio e ha analizzato la “corsa” al Quirinale, la Guardasigilli a suo avviso è in fase ascendente: «Molti pensano che serva una donna e Marta Cartabia è la donna giusta al momento giusto. È stata presidente della Corte costituzionale, è ministro della Giustizia e sembra che abbia fatto una buona riforma. In più non ha nemici visibili e questo nel segreto dell’urna può giovare».

Secondo Gianfranco Pasquino, dunque, Marta Cartabia ha le carte in regola per salire al Colle nel 2022, considerando che i candidati di cui si parla di più sembrano lontani dal Quirinale: se Mattarella ha già detto che non vorrebbe fare un altro mandato, Draghi «è indeciso tra l’ambizione personale del Quirinale e mettersi in gioco per cambiare in profondo il paese come sta già facendo».

GIANFRANCO PASQUINO SU CENTRODESTRA E GOVERNO

Soffermandosi sulle prossime elezioni comunali, Gianfranco Pasquino ha sottolineato che il Centrodestra non andrà bene ma non si arriverà alla resa dei conti all’interno della coalizione. Il futuro di Lega, FdI e Forza Italia è legato: «Separati non andranno lontano. Magari nemmeno insieme vinceranno, ma di certo quella è una condizione per provarci. Il problema sarà decidere il candidato alla presidenza del Consiglio. E lì se ne vedranno delle belle». Gianfranco Pasquino ha poi ammesso di avere le idee chiare sul futuro del governo: il professore non intravede scossoni per la tenuta della maggioranza, l’esecutivo potrebbe andar dritto fino al 2023. L’esperto ha rimarcato: «La Lega ha dei ministri al governo ma soprattutto ha un classe dirigente che si è formata nella amministrazioni locali. Parlamentari e ministri hanno un contatto diretto con una parte di società che ha capito che rimanere in Europa è fondamentale, perché a questo sono legati i profitti delle imprese. È per questo che alla Lega converrebbe essere europeista. Il governo, se questa ripresa continua, è destinato a durare».







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