Gianmarco Pozzi/ L’avvocato: “Arrestati due suoi amici per un’indagine sulla droga”

- Davide Giancristofaro Alberti

Gianmarzo Pozzi, e le ultime novità in merito alla morta del povero ragazzo, trovato senza vita sull’isola di Ponza mentre era in vacanza

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Gianmarco Pozzi

A Storie Italiane si torna a parlare del caso di Gianmarco Pozzi, il giovane trovato senza vita sull’isola di Ponza il 9 agosto del 2020, e che secondo la famiglia sarebbe stato ucciso e non un caso di suicidio come invece emerge dalle “carte”. La novità clamorosa degli ultimi giorni è che sarebbe stato scoperto un giro di droga proprio sull’isola laziale, e non è da escludere che vi sia un collegamento proprio con la morte del giovane. In studio a Storie Italiane vi erano la sorella Martina, nonché il papà e la mamma di Gianmarco Pozzi, e l’avvocato di famiglia.

“Hanno arrestato 8 persone – le parole del legale della famiglia Pozzi – e alcune che centravano nella storia di Gianmarco perchè uno era il suo coinquilino, che sicuramente vivendo con lui sa alcune cose, e l’altro è il datore di lavoro di Gianmarco. Gli arresti partono dall’indagine della morte”. E ancora: “Il caso partiva come suicidio, poi vedendo il corpo di Gianmarco il vecchio pm ha iscritto il fatto come omicidio per compiere vari accertamenti. Gianmarco era stato chiamato dal titolare del locale come bodyguard, come difesa personale, e pare che questo proprietario avesse un ingente debito ad alcuni personaggi che appaiono all’interno della custodia cautelare e personaggi ‘pericolosi’. Questa è una cosa tutta da chiarire e da verificare”. Il legale ha aggiunto: “Noi siamo contenti di questa inchiesta, crediamo che la magistratura non si fermi qui, ci sono alcuni omissis che possano portare all’apertura di un altro procedimento. A noi interessa chi ha ucciso Gianmarco e crediamo che questo sia un passo molto importante per arrivare alla verità. C’è ovviamente la presunzione di innocenza e questa va rispettata, ma l’indagine è un buon passo”.

GIANMARCO POZZI, POSSIBILE SVOLTA NELL’INDAGINE

Paola, la mamma di Gianmarco Pozzi, ha aggiunto: “Ho capito da subito, dalla prima telefonata fatta con uno dei ragazzi che era nella stanza con mio figlio, che c’era qualcosa che non andava, non c’era un minimo coinvolgimento emotivo. Nel racconto non c’era alcuna commozione. Questo ostentare questa cosa non mi ha mai convinto”.

Giulio Gambino, direttore di Tpi, è stato ospite anch’egli negli studi di Storie Italiane, per commentare la vicenda: “Oggi davvero la droga ha perso il controllo, e ci ritroviamo con vicende come queste che sono gravi e che segnano il tempo di questa società. Questa è una storia forse di depistaggi, e le ultime rivelazioni sono un segnalo inquietante. Il punto è il ruolo che oggi la droga ha nella nostra società e quanto questa sia già all’interno delle famiglie che si trovano a fare i conti con persone che non hanno un lavoro e che di quello fanno un modello di vita, e poi a volte per ritorsioni si trovano in condizioni in cui ci scappa il morto”. A Storie Italiane anche il signor Paolo, papà di Gianmarco Pozzi, che ha spiegato: “Il suo coinquilino (quello arrestato ndr), ha cambiato versione 5 volte quindi non è attendibile. Noi comunque non molliamo, chiedo sempre di aiutarci, sono passati due anni. Nessuno ha visto nulla? 20mila persone a Ponza ed era invisibile… Non sappiamo l’ora della morte, l’autopsia non è stata fatta, quanti errori, ci devono essere certezze, io vado al manicomio così”.







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