Gianrico Carofiglio: “Voto anticipato? Delitto politico”/ “Roberto Fico premier”

- Alessandro Nidi

Lo scrittore Gianrico Carofiglio interviene a #Cartabianca: “Non siamo pronti in questo momento per andare alle elezioni”

Gianrico Carofiglio
Gianrico Carofiglio (LaPresse, 2019)

Lo scrittore Gianrico Carofiglio è intervenuto nella serata di ieri, martedì 26 gennaio 2021, in occasione della puntata di #Cartabianca, trasmissione Rai condotta da Bianca Berlinguer. L’argomento affrontato dall’autore ha coinciso inevitabilmente con la crisi di Governo che il nostro Paese si sta ritrovando suo malgrado ad affrontare: “Mi hanno lasciato perplesso le informazioni categoriche sulle persone pronte a essere smentite dieci minuti dopo – ha asserito Carofiglio –. Renzi non vuole Conte, parte del Pd non vuole Renzi perché si è comportato male. In una situazione di straordinaria difficoltà si deve parlare con tutti, anche quelli che ci piacciono di meno”.

“Ovvio che l’idea di fare un Governo con le Destre radicali populiste e anti-europeiste mi pare improponibile”, ha aggiunto l’ospite, in collegamento da Bari, specificando ancora che “se io fossi al posto loro, in una situazione di questo tipo e in un sistema proporzionale come quello attuale, vorrei entrare in questa partita e giocarmi la rendita politica nelle elezioni, in cui potrei fare l’ago della bilancia”.

GIANRICO CAROFIGLIO: “POST CONTE? ROBERTO FICO”

Analizzando poi i possibili scenari futuri a livello governativo, Gianrico Carofiglio ha dimostrato di avere le idee decisamente chiare: “Ovvio che Conte rappresenta la prima scelta per molte ragioni, ma esistono varie possibilità. Se Conte non potesse, per qualsiasi ragione, un’ipotesi realistica sarebbe l’incarico al presidente della Camera, Roberto Fico, rappresentante dei Cinque Stelle. Questo per tornare a quello che dicevo: farne una questione personale è un errore di grammatica politica”. In ogni caso, vista la situazione attuale, “mi parrebbe una follia non esplorare tutte le possibilità per evitare il disastro che comporterebbe da molti punti di vista andare alle elezioni anticipate. Non siamo pronti in questo momento al voto, soprattutto non lo è lo schieramento progressista che tanti meriti ha per avere gestito con intelligenza e coraggiosamente la crisi più inaudita che c’è stata dopo la Seconda Guerra Mondiale”. Per Carofiglio: “Consegnare il Paese a un’avventura populista andando a votare entro cinque mesi mi parrebbe un delitto politico” .

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