“Green Pass solo a vaccinati e guariti”/ Ricciardi “Tampone punto debole del sistema”

- Alessandro Nidi

Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, Roberto Speranza, ha dichiarato: "Il Green Pass va rivisto in ottica invernale"

walter ricciardi Walter Ricciardi, consigliere del ministero della Salute (LaPresse)

Le norme che regolamentano il Green pass, a detta di Walter Ricciardi, consulente per l’emergenza Covid del ministro della Salute Roberto Speranza, devono essere riviste. È quanto ha dichiarato l’esperto in un’intervista rilasciata ai microfoni del quotidiano “Il Messaggero”, sottolineando come urgano provvedimenti in materia: “Per la stagione invernale che ci costringe più al chiuso e a contatto con gli altri, bisognerebbe rivederne la concessione, limitando le libertà legate al Green Pass solo ai vaccinati e ai guariti dal Coronavirus”.

Anche perché, ha successivamente aggiunto, il sistema della carta verde presenta un punto debole, un vero e proprio tallone d’Achille: il tampone, che “non assicura la protezione e la non trasmissione del virus, se non al 30 per cento”. Per quanto concerne invece le nuove cure contro il virus SARS-CoV-2, Ricciardi ha voluto precisare ancora una volta come l’unico strumento di prevenzione rimanga il vaccino, che “non può essere sostituito con il farmaco, che peraltro serve a curare le persone quando sono già state contagiate”.

WALTER RICCIARDI: “TERZA DOSE PER TUTTI? CI ARRIVEREMO”

In un’altra intervista, concessa ai colleghi de “La Repubblica”, Walter Ricciardi dichiara che alla terza dose per tutti i cittadini “ci arriveremo”. La dose booster e il raggiungimento del 90% di prime dosi sono obiettivi dai quali non si può in alcun modo prescindere, altrimenti “avremo una risalita forte, più di quella che vediamo ora, di contagi, che avverrà presumibilmente tra gennaio e febbraio”.

Ricciardi non ha poi risparmiato il suo giudizio severo sulla gestione della pandemia di Coronavirus da parte del Regno Unito e di Boris Johnson. Il consulente del ministro Speranza ha sentenziato senza troppo ricorso alla retorica: “In Inghilterra hanno sbagliato tutto dall’inizio. Hanno fatto nascere la variante inglese, poi hanno fatto entrare in Europa la variante Delta e ora agevolano la formazione di nuove varianti”.







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