Grenfell Tower, errore pompieri di Londra/ “State in casa”: incendio fece 72 morti

- Niccolò Magnani

Incendio alla Grenfell Tower, l’errore fatale dei pompieri: “state a casa” avrebbero detto agli inquilini. Il rogo fece 72 morti, tra cui Gloria Trevisan e Marco Gottardi

Grenfell Tower Londra
Grenfell Tower, incendio Londra nel 2017 (LaPresse)
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Forse non si sarebbero salvati lo stesso, ma il dubbio rimarrà sempre come fatale dramma dopo contenuto nel primo rapporto stilato dal magistrato (in pensione) Sir Martin Moore-Bick nell’inchiesta indipendente del tremendo incendio occorso alla Grenfell Tower di Londra del 14 giugno 2017: «state in casa», avrebbero detto i pompieri agli inquilini che chiedevano allarmati cosa fare mentre parte del gigantesco palazzo londinese andava a fuoco. Fu proprio quell’indicazione fatale di rimanere negli appartamenti, secondo l’indagine ancora in corso, ad aver peggiorato ulteriormente la situazione in termini di vittime e conseguenze. Morirono in tutto 72 persone in quell’immagine rogo a cielo aperto, intrappolati nella torre “popolare” ai margini dei quartieri chic di Chelsea e Kensington: tra quelli anche i due giovani architetti italiani Marco Gottardi e Gloria Trevisan, rimasti nei piani alti della Grenfell Tower proprio per quell’indicazione dei vigili del fuoco londinesi. La lentezza nella risposta del numero d’emergenza 999, ma anche i notevoli errori con decisioni discutibili prese durante l’operazione vengono notificati nell’indagine condotta a Londra: inoltre, un insufficiente addestramento mostrato per una situazione così estrema, il tutto assieme all’incuria della manutenzione del grattacielo ha concorso alla immane tragedia di oltre due anni fa.

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72 MORTI DELLA GRENFELL TOWER POTEVANO SALVARSI?

Nel rapporto stilato sulla Grenfell Tower si riconosce il grande coraggio dei tanti pompieri entrati in azione per tentare di salvare gli inquilini della torre londinese, ma allo stesso tempo diversi errori nei vertici gestionali di quei terribili attimi vengono contestati dal giudice Moore-Bick. Tutte le contestazioni «vanno pur sempre filtrate attraverso la consapevolezza delle condizioni terrificanti affrontate da chi dovette entrare nell’edificio», spiega il giudice ai media inglese anticipando i contenuti del rapporto. Tra le tante pagine che descrivono quanto successo in quelle notti tremendi di metà giugno, si certifica quale fu la vera causa scatenante dell’incendio alla Grenfell Tower: un guasto elettrico al freezer di un appartamento al quarto piano ha dato origine al rogo anche se – puntualizza Sir Martin – non v’è nessuna colpa dell’inquilino «ingiustamente accusato all’inizio delle indagini successive all’incendio di Londra».

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