Heiko Von der Leyen, chi è il marito della Presidente Ue/ Medico tedesco, fondi PNRR e conflitto d’interessi

- Niccolò Magnani

Chi è Heiko Von der Leyen, medico e nobile tedesco, marito della Presidente della Commissione Ue Ursula Albrecht Von der Leyen: la carriera, i 7 figli e i rischi per il conflitto d'interesse

Von der Leyen e marito Ursula Von der Leyen con il marito Heiko (ANSA, 2023)

CHI È HEIKO VON DER LEYEN, IL MARITO DI URSULA ALBRECHT NONCHÈ PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE UE

Da 5 anni Heiko Von der Leyen è il “First Gentleman” della Presidente della Commissione Europea: forse infatti non tutti sanno che la leader prossima candidata PPE per un mandato bis alle Elezioni Europee si chiama originariamente Ursula Gertrud Albrecht, prendendo il nome del marito dopo il matrimonio nel 1986 da cui nascono ben 7 figli. Nello spazio dedicato alle sfere più intime di Ursula Von der Leyen all’interno della lunga intervista in onda oggi 12 maggio 2024 per l’ultima puntata di “Che Tempo Che Fa” con Fabio Fazio, non mancherà certamente un accenno al marito Heiko, medico tedesco, discendente di una nobile famiglia tedesca – tanto che la Presidente Ue di rado viene anche chiamata “la Baronessa” – conosciuto ai tempi dell’Università.

Su Heiko Von der Leyen non vi sono molti accenni biografici, personaggio molto schivo e riservato, ma dalla proficua carriera accademica dopo la laurea in Medicina: è da anni ormai il direttore scientifico della società biotech americana Orogenesis, specializzata in terapie geniche e cellulari e in stretta collaborazione con Pfizer-Biontech proprio per lo sviluppo di vaccini contro l’acido ribonucleico messaggero (mRNA). Inevitabile dunque un accenno di polemica quando nel 2021 la Presidente Von der Leyen è riuscita ad ottenere un maxi contratto per i vaccini anti-Covid di Pfizer in tutta l’Europa (20 miliardi di euro per 1,8 miliardi di dosi): da quelle polemiche sono sorte anche delle indagini tuttora in corso presso la Procura Europea EPPO.

IL CONFLITTO D’INTERESSE (POSSIBILE) DEI CONIUGI VON DER LEYEN E IL CASO PFIZER

Con Ursula Albrecht Von der Leyen accusata di corruzione, conflitto d’interessi, interferenza nelle funzioni pubbliche e distruzione di documenti nell’ambito del Pfizergate (per lo scambio informale di sms con il ceo di Pfizer Albert Bourla prima di siglare l’accordo da 20 miliardi di euro, ndr), una delle principali critiche che viene mossa alla Presidente Ue – e per cui rischia il mandato bis alle Europee – è proprio il potenziale conflitto di interessi in atto visto gli interessi lavorativi del marito. Come presentato nella interrogazione al Parlamento Europeo sul «possibile conflitto di interessi della Presidente della Commissione Europea» ormai nel lontano 2022, si fa esplicito riferimento alle funzioni del direttore medico di Orgenesis Inc Heiko Von der Leyen in quanto «Intrattiene inoltre rapporti con consorzi che hanno partecipato e hanno vinto gare d’appalto per fondi destinati alla ricerca e allo sviluppo in almeno due Stati membri». Alla moglie viene imputato l’aver svolto un ruolo di prim’ordine nelle relazioni con aziende farmaceutiche e pure nella gestione dei fondi europei per la ricerca e lo sviluppo di terapie geniche: «Suo marito trae un notevole vantaggio economico dal modo in cui la posizione di primo piano nell’UE della presidente influenza la sua attività», è la tesi degli europarlamentari che contestavano il possibile conflitto d’interesse della leader Ue.

Un’ulteriore polemica sul rapporto tra il lavoro di Heiko Von der Leyen e le responsabilità politiche della moglie Ursula è emerso poi nell’ottobre 2022 con la rinuncia alla nomina nella Fondazione creata dall’Università degli Studi di Padova per gestire il filone di ricerca su terapia genica e farmaci a Rna: quel progetto era finanziato dal PNRR con 320 milioni di euro, coordinato dal professor Rosario Rizzuto e avrebbe visto Heiko Von der Leyen designato a guidare il team di ricerca a Padova tramite la società Orgenesis Italy, “braccio” italiano dell’americana Orgenesis Inc. Dopo le polemiche per questo conflitto d’interesse in atto, Heiko Von er Leyen ha rinunciato alla nomina chiamandosi fuori dal comitato di sorveglianza, pur rimanendo a capo della Orgenesis che continua a fare affari con Pfizer.





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