I NUMERI/ La fiducia rinata delle imprese vede in testa Europa e Italia

- Stefania Debora Gandini

Secondo l'International Business Report di Grant Thornton, la fiducia delle imprese sulla ripresa economica mostra segni di miglioramento nel primo trimestre dell'anno

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Nel primo trimestre 2024, secondo l’International Business Report (IBR) di Grant Thornton, la fiducia delle imprese sulla ripresa economica mostra segni di miglioramento. L’indice globale è salito delL’1% rispetto al 65% registrato nel secondo semestre del 2023, indicando una tendenza positiva che permea il panorama mondiale. Quest’ottimismo si riflette anche a livello regionale, con l’Europa che registra un aumento al 53% (+2%) e l’Italia al 48% (+5%) rispetto al 43% del secondo trimestre del 2023.

Nel report di quest’anno viene introdotta per la prima volta un’analisi ritenuta fondamentale sulla cybersicurezza e il rischio digitale. Questo indicatore si attesta al 56% in Italia, al 44% in Europa e al 50% a livello globale. L’inclusione di questa valutazione riflette l’importanza crescente che le minacce digitali rappresentano per le imprese in tutto il mondo. La cybersicurezza è diventata un aspetto cruciale dell’attività aziendale, considerando il crescente numero di attacchi informatici e violazioni dei dati. In Italia, la percentuale del 56% indica una consapevolezza sempre maggiore e che le imprese italiane stanno prendendo sul serio la gestione dei propri sistemi digitali, riconoscendo l’importanza di investire nelle misure di sicurezza informatica al fine di proteggere i propri dati, la reputazione aziendale e mantenere la continuità operativa di fronte alle minacce informatiche in costante evoluzione.

Altri dati interessanti emergono dall’analisi: cresce il numero di imprese che prevedono un aumento dei profitti nei prossimi dodici mesi, con il 48% in Europa (+6%) e il 53% in Italia (+11%). Inoltre, anche se a livello globale aumenta la percentuale di imprese che si aspettano di poter accrescere i prezzi di vendita dei propri prodotti e servizi del 3% (+53%), in Europa e Italia si registra un calo rispettivamente del 2% e 1%, al 45% e 33%. Risulta comunque che il numero di imprenditori che prevede un aumento dell’export nel prossimo anno è in crescita: in Italia al 40% (+5%), in Europa al 37% (+2%) e a livello globale al 46% (+3%).

Questi risultati indicano una rinata fiducia nel settore imprenditoriale, evidenziando una resilienza dell’economia globale nonostante sfide come l’inflazione, l’aumento dei tassi di interesse e le tensioni geopolitiche. Una delle possibili spiegazioni di questo ottimismo riguarda la crescente previsione di investimenti in settori chiave come la tecnologia, la ricerca e sviluppo e la formazione delle risorse umane. Tuttavia, non mancano le preoccupazioni, tra cui l’incertezza economica, il costo del lavoro, la disponibilità di manodopera qualificata, il costo dell’energia e la carenza di risorse finanziarie. In particolare, l’incertezza economica mostra un aumento significativo in Italia +12% (67% vs 55%) rispetto all’Europa che cresce di un solo punto percentuale raggiungendo il 48%, mentre il costo del lavoro rimane una preoccupazione chiave soprattutto in Italia, il Paese che mostra la percentuale più alta di imprese preoccupate per l’incremento del costo del lavoro, sia in termini quantitativi (63%,) sia di crescita percentuale (+12%), mentre a livello europeo si ha un incremento del 3% passando dal 44% al 47%.

Nonostante queste sfide, le imprese europee e italiane sembrano mantenere una propensione agli investimenti, specialmente in settori vitali come l’Information Technology, la ricerca e sviluppo e la formazione del personale, confermando che la crescita sostenibile richiede una combinazione di investimenti tecnologici e nel talento umano. I risultati dell’IBR evidenziano la continua resilienza dell’economia globale. È chiaro che, con il miglioramento della redditività, i Ceo stanno puntando agli investimenti nell’innovazione, sia attraverso la ricerca e sviluppo che attraverso la tecnologia, per conquistare quote di mercato. La pressione è chiaramente sui leader aziendali affinché facciano le giuste scelte di investimento per assicurarsi di non essere lasciati indietro dai concorrenti – o dai loro clienti. Affidarsi a ciò che ha sempre funzionato in passato potrebbe non essere più sufficiente se l’intelligenza artificiale realizza la trasformazione che alcuni prevedono.

Con un surplus globale di finanziamenti alternativi, i dati evidenziano che anche le preoccupazioni relative alla carenza di finanziamenti sono diminuite, ma i leader aziendali che danno priorità agli investimenti strategici e alla resilienza operativa per ottimizzare i propri processi saranno nella posizione migliore per affrontare le sfide future.

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