I NUMERI/ Le competenze che servono ai manager per essere scelti dalle aziende

- Pietro Luigi Giacomon

Tra il 2019 e il 2021 sono profondamente cambiate le competenze di cui le aziende hanno bisogno e di cui i manager devono essere in possesso

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Se durante gli ultimi 10 anni le dinamiche legate alla domanda e all’offerta di lavoro sono profondamente cambiate, durante la pandemia hanno subito un vero e proprio shock: solo conoscendo approfonditamente le logiche che sottendono a tali dinamiche aziende e manager possono mettere in atto una strategia efficace.

Studiare le logiche alla base di queste dinamiche è l’obiettivo del nuovo Osservatorio creato da CFMT in collaborazione con CRISP dell’Università di Milano – Bicocca che ha redatto un rapporto nel quale si sono analizzati circa 32 mila annunci per i manager del terziario pubblicati sul web tra il 2019 e il 2020 in Italia.

Gli obiettivi dell’Osservatorio sono: comprendere la dinamica della domanda di lavoro; comparare la domanda di lavoro per le professionalità dei manager del terziario a livello internazionale; confrontare la domanda di manager del terziario con quella di manager dell’industria manifatturiera; stimare l’impatto delle competenze digitali, professionali e trasversali nelle domande di manager del terziario, per fornire un dettaglio delle competenze principali richieste e la loro rilevanza.

Gli annunci di lavoro pubblicati sul web, osservati in questo studio, pubblicati in Italia nel 2019 sono complessivamente circa 435 mila, contro i 414 mila pubblicati nel 2020. L’anno della pandemia fa registrare quindi una flessione di circa il 5% rispetto all’anno precedente. In questo contesto, gli annunci riferiti ai manager del terziario sono circa 19 mila nel 2019 e 13 mila nel 2020, con una flessione del 31%. Un calo significativo che ha interessato particolarmente le professionalità manageriali del terziario rispetto a quelle del settore manifatturiero.

Dalla ricerca si evince anche che l’andamento della domanda dei manager del terziario ha seguito la medesima flessione di altre figure professionali, seppur più marcata nella variazione negativa, ma anche omologhe in altri Paesi europei quali Francia, Germania, Regno Unito e Spagna.

I dirigenti di strategia e pianificazione del settore terziario hanno subito un considerevole calo della domanda in Francia (-54%) più che negli altri Paesi (-19% in Italia); I dirigenti dell’ICT, che in Italia hanno registrato un -27%, hanno avuto cali superiori nei 4 Paesi censiti, con picchi del -53% nel Regno Unito.

I dirigenti nella ristorazione hanno registrato cali consistenti in tutti i Paesi, mai inferiori al -39% (Germania) e con picchi del -72% (Regno Unito e Spagna) e del -66% in Italia. La Spagna ha registrato un calo del -72% per i manager di centri per attività sportive, in assoluto la performance peggiore tra i Paesi citati. Una controtendenza si osserva per i dirigenti dei servizi sanitari, che in Francia e Regno Unito hanno registrato – complessivamente nel 2020 – un +14% e +16% rispettivamente. In questa categoria professionale, è l’Italia a registrare la performance peggiore con un -50%.

Tra il 2019 e il 2021 sono profondamente cambiate le competenze di cui le aziende hanno bisogno e di cui i manager devono essere in possesso per mantenere alta la propria occupabilità nel mercato del lavoro: le cosiddette hard skills sono state affiancate in maniera sempre più importante dalle competenze trasversali, dalla capacità di pensiero strategico e laterale, dall’abilità nel dare feedback e nel delegare; la figura del manager ha cambiato profilo.

L’analisi delle Online Job Vacancy ci permette quindi non solo di analizzare le professionalità richieste ma anche le competenze che ogni manager deve avere per essere scelto dall’azienda: se le competenze professionali restano mediamente intorno al 49% vengono seguite da una richiesta di competenze trasversali pari al 33% e da digital skills per una media del 18% degli annunci.

Come acquisire o come allenare queste competenze è stata la sfida che manager e aziende hanno accolto durante e subito dopo la pandemia: molti sono coloro che hanno individuato nella formazione lo strumento grazie acquisire le nuove competenze richieste dal mercato e allenare quelle già in loro possesso per far fronte ai cambiamenti in atto.

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