Iezzi: “Albo degli imam serve, troppi senza controllo”/ Pdl Lega: rispetto donne, predicazioni in italiano e…

- Niccolò Magnani

La pdl della Lega sull'Albo degli Imam in Italia, parla Igor Iezzi (Lega): “rispetto delle donne, predicazioni solo in italiano e controlli del Viminale”

Iezzi, Lega Igor Iezzi, deputato Lega (LaPresse)

LA PROPOSTA DELLA LEGA SULL’ALBO PER GLI IMAM D’ITALIA: PARLA IGOR IEZZI (LEGA)

Si chiama “Disposizioni in materia di esercizio delle confessioni religiose prive di intese con lo Stato italiano” la proposta di legge a prima firma Igor Iezzi (Lega) presentata negli scorsi giorni alla Camera per istituire una sorta di “Albo nazionale” per gli imam e i rappresentanti delle confessioni islamiche. Intervistato oggi da “Libero Quotidiano” è lo stesso deputato leghista a spiegare nel dettaglio in cosa consista la proposta del Carroccio nei giorni in cui ha fatto molto discutere la storia sull’imam inglese che predicava – finanziato da fonti statali nella sua moschea – i modi “giusti” per poter lapidare una donna. È proprio sui fatti di cronaca dal Regno Unito che si è permeata la pdl della Lega, anche se non unicamente: «questi progetti di legge non devono mai nascere sull’onda emotiva di un episodio», spiega Iezzi parlando con Hoara Borselli su “Libero”.

Per il Governo, la predicazione dell’Islam senza alcuna norma o regola è un problema annoso nel nostro Paese: «I nostri quartieri sono sempre più preda di membri appartenenti alle comunità islamiche che non rispettano quelli che sono i principi e i valori del nostro Paese». Tra i vari punti all’ordine del giorno, Iezzi sottolinea di aver fatto inserire nella proposta di legge il punto chiave della parità fra uomo e donna rispettata negli statuti delle associazioni che aspirano ad aprire luoghi di culto islamici. Da ex consigliere comunale sul territorio, il deputato della Lega si dice convinto che ottenere parità di genere e pieno rispetto nei luoghi dell’Islam possa essere una sfida da vincere, tenuto però forte attenzione alle frange della comunità più “religiose” che invece fanno più fatica ad accettare una cultura e norma da sempre radicati in loro.

COME FUNZIONERÀ LA PDL DELLA LEGA SUL TEMA IMAM ISLAMICI

«La loro cultura, lontanissima dai nostri valori, viene portata avanti proprio grazie agli imam che ad oggi agiscono incontrollati»: così ancora Iezzi nel presentare la pdl sull’Albo per gli imam in tutta Italia. Ben convinto che la cultura non possa essere modificata e cambiata solo con norme e leggi, il deputato leghista non intende indietreggiare su di un assunto chiaro, ovvero che il venire in Italia deve giocoforza far adeguare ai valori del Paese ospitante. «Il rispetto per la donna è uno di questo. E questo deve valere per tutti, senza alcuna distinzione. Non assolviamo il maschio italiano che non rispetta la donna», aggiunge ancora Iezzi.

L’obiettivo della proposta fatta dalla Lega a suo nome è fissare regole e norme in mondi – come quello musulmano – in cui le norme sono “raffazzonate” o “caotiche”: tra le varie regole introdotte nel testo della pdl Iezzi sull’Albo per gli imam, viene ribadito che i sermoni dei responsabili religiosi vanno conseguiti in lingua italiana, oppure che il rispetto dei requisiti in linea con la Costituzione italiana; o ancora il via libera all’apertura di luoghi di culto con possibilità di fare referendum territoriale per capire se accettati o meno dalla comunità. Nel testo della pdl presentata alla Camera da Iezzi si legge poi anche l’importanza che i fedeli musulmani non pratichino “occultismo” e riconoscano “la parità uomo-donna”, oltre ai controlli previsti dal Viminale. La chiosa di Iezzi è poi diretta alle ultime novità emerse nel Comune di Milano con la nascita di una nuova moschea al posto del palazzo occupato di Via Esterle: «dove noi avevamo in progetto di realizzare una caserma dei vigli urbani , assente in quel municipio, il sindaco Sala ha ritenuto più utile far sorgere un’altra moschea». Occorre ricordare che via Esterle è una traversa di via Padova dove sono già presenti due note moschee abusive: da qui la domanda “retorica” del parlamentare leghista, «era veramente necessaria la terza moschea?».





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