Ilaria Capua “Con 95% vaccinati non avremmo problemi”/ “Covid non andrà via ma…”

- Silvana Palazzo

Ilaria Capua a Rai Radio 1 sull’epidemia Covid: “Con 95% vaccinati non avremmo problemi. Il coronavirus non andrà via ma abbiamo strumenti per metterlo nel recinto…”

Ilaria capua
Ilaria Capua (In Onda, 2021)

Ilaria Capua torna a parlare degli scenari futuri del Covid. «Non andrà via e ce lo ritroveremo come “coinquilino” nelle nostre vite per molti anni», ha dichiarato la virologa della University of Florida a Rai Radio 1 durante la trasmissione “In Vivavoce”. Questa però non è necessariamente una brutta notizia: «È verosimile, perché questa è la storia di molti virus, che grazie ai vaccini, alle misure di contenimento e ai fenomeni di attenuazione naturale del virus, noi ci conviveremo come con tante altre malattie». A tal proposito, ha fatto l’esempio dell’epatite.

«Non è un rischio zero ma un rischio tenuto sotto controllo. Sono certa che il virus non andrà via, ma sono anche certa che abbiamo tutti gli strumenti per metterlo in un recinto e fare la nostra vita». Per quanto riguarda la variante Omicron, Ilaria Capua ha spiegato che se l’aspettava. «Ma certo, i virus si evolvono in questo modo».

ILARIA CAPUA “VARIANTI? FENOMENO NATURALE”

Ilaria Capua ha ricordato di aver lavorato molto sul virus dell’aviaria, «che genera in continuazione varianti, è un fenomeno naturale». Il suo intervento a Rai Radio 1 si è tenuto a ridosso della fine della cabina di regia che ha deciso le nuove misure per arginare la diffusione della variante Omicron. «Diciamo così: se fossimo vaccinati al 95% non ci sarebbero grossi problemi. Ma di fronte ad un virus così contagioso, in un momento nel quale si riuniscono le famiglie, bisogna stare molto attenti», ha aggiunto la virologa.

E bisogna andare avanti, tenendo però presente che non esistono confini e nella consapevolezza dei cambiamenti. «Le pandemia trasformano, l’Hiv ha cambiato le nostre vite. Alcune pandemie trasformano la società in maniera significativa. Io ho cercato di cogliere i cambiamenti positivi che possono arrivare, perché prenderci solo morte, devastazione e amarezza che questo evento porta con sé sia poco saggio».





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