ILARIA OCCHINI È MORTA/ L’attrice e il grande amore con lo scrittore La Capria

- Davide Giancristofaro Alberti

Ilaria Occhini è morta: addio al volto dolce di cinema e tv, amato anche per Mine Vaganti. L’amore con lo scrittore La Capria.

Ilaria Occhini
Ilaria Occhini (Tg1)

Di Ilaria Occhini, volto dolce del cinema, diva di Luchino Visconti, morta a 85 anni si è detto e scritto molto in queste ore. Ma è stata la stessa attrice fiorentina, in un libro dal titolo “La bellezza quotidiana”, a raccontare molto di sé e della sua vita. Come quando parlò dell’amore col marito La Capria, un incontro avvenuto 55 anni fa:”Sulla spider girammo per le vie di Roma, andammo a fare i bagni a Ostia e Fregene. Quando ci riconosceva, la gente ci salutava”. La memoria, come ricorda “La Nazione”, va al Premio Strega vinto da La Capria con “Ferito a morte” nel 1961, al mare con gli amici, alle cene con Mastroianni dopo gli spettacoli a teatro. In generale a due anime che si incastrano pur nella diversità: lui che ama Roma, lei che ama la casa di famiglia ad Arezzo e la casa di campagna in cui lui si annoia perché “non c’è nessuno con cui fare una conversazione, e lui ha il senso del tempo che inutilmente fugge, e ad Arezzo inutilmente fugge più che altrove”. (agg. di Dario D’Angelo)

L’ULTIMA FESTA DUE MESI FA

La morte di Ilaria Occhini scuote il mondo del cinema e dello spettacolo ma soltanto un paio di mesi fa la grande attrice fiorentina era stata protagonista di una festa per celebrare i suoi 65 anni di carriera presso la Villa La Striscia di Arezzo con Simona Izzo e Ricky Tognazzi e Raffaele La Capria. L’occasione era stata propizia per presentare il documentario dedicato all’attrice aretina “L’intelligenza del cuore” diretto dal regista Mauro Conciatori. Il titolo del documentario dedicato alla grande Ilaria Occhini, come spiegato da colui che lo ha diretto, non è per niente casuale:”Ma è la frase di Raffaele La Capria, marito, eterno innamorato, di Ilaria a rivelare la chiave di volta di questo (in)discreto ritratto: ‘Lei possiede quella rara cosa che è l’intelligenza del cuore'”. (agg. di Dario D’Angelo)

“LA MINA VAGANTE SE NE E’ ANDATA”

Fu con Mine Vaganti che Ilaria Occhini, attrice morta a 85 anni, è divenuta celebre anche alle generazioni più giovani. Il film diretto da Ferzan Özpetek le permise infatti di ottenere anche dei riconoscimenti importanti come il David di Donatello nel 2010 e il premio Alida Valli per la migliore attrice non protagonista al Bif&st 2011. Nella pellicola interpretava la nonna ed il suo monologo divenne celebre. “Chi lo sa se questi luoghi avranno memoria di me. Se le statue, le facciate delle chiese, si ricorderanno il mio nome. Voglio camminare un’ultima volta per queste strade che mi hanno accolto tanti anni fa quando tutti mi chiamavano “la toscana”. Voglio vedere le pietre gialle, tutta quella luce che ti toglie il respiro. Se le strade conserveranno il rumore dei miei passi”, diceva in Mine Vaganti. “La mia città, la città di Lecce, la devo salutare prima di partire. Ai miei nipoti Antonio, Elena e Tommaso lascio tutto quello che ho, ma le terre che erano di Nicola quelle voglio che sia Antonio ad averle. Devi tornare qui Antonio, perché è qui che appartieni, avrai la terra, la forza che vive quando noi moriamo. Tu Luciana avrai tutto quello che ti serve ma devi farti un po’ di coraggio, i ladri non devono passare per forza dalla finestra. Quella è pure casa tua. Voi, Vincenzo e Stefania, non c’è niente che potete fare per non amare Antonio”. Quindi, rivolgendosi a Tommaso, chiedeva di scrivere della loro storia, quella della loro famiglia ma anche quella della loro terra. “La mina vagante se ne è andata. Così mi chiamavate pensando che non vi sentissi. Ma le mine vaganti servono a portare il disordine, a prendere le cose e a metterle in posti dove nessuno voleva farcele stare, a scombinare tutto, a cambiare i piani”, diceva in chiusura in quel capolavoro di monologo che è ormai indimenticabile. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

“PRIMA BATTUTA? OGNI VOLTA È MORIRE”

Si è spenta a 85 anni Ilaria Occhini, straordinaria attrice considerata il volto dolce e gentile dello spettacolo italiano. La sua scomparsa va tristemente ad inserirsi in un elenco lungo e amaro già ampiamente ribadito in questi ultimi giorni. Aveva 19 anni quando l’attrice fiorentina fece il suo esordio al cinema per poi lavorare, da quel momento in poi, con i grandi nomi della sua epoca, da Monicelli a Gallone, Tognazzi, Risi, Visconti, Gassman e Ronconi. Ma il suo personaggio in Mine Vaganti, lo stesso che rese possibile farle conquistare il David di Donatello per la migliore attrice non protagonista l’hanno resa celebre anche ad un pubblico più giovane. Nel suo libro autobiografico, “La bellezza quotidiana, una vita senza trucco”, in una frase riuscì a riassumere perfettamente anche il suo modo di vivere non solo in ambito professionale: “Non mi abituerò mai a pronunciare la prima battuta. Cerco di modulare, ritmare, impostare. Ma ogni volta è morire”, scriveva. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

“DIFENDO LA VITA”

Da candidata con i Radicali a fine anni Ottanta fino alla Lista contro l’Aborto di Giuliano Ferrara nel 2008, Ilaria Occhini ha fatto parlare di sé non solo per i successi al cinema e nella tv ma anche per le scelte politiche: in una intervista a Il Giornale del 24 febbraio 2008, l’attrice spiegava così il suo passaggio dai temi e battaglie radicale alla difesa di vita voluta da quella piccola Lista fondata dall’allora direttore del Foglio Giuliano Ferrara. «Può sembrare strano, ma a me pare che la battaglia di Ferrara sia la prosecuzione delle battaglie per i diritti civili che facevo quando stavo con Pannella. Una conseguenza logica. Allora difendevamo i diritti della persona. Oggi sono i diritti di una persona che deve ancora nascere. Un diritto alla vita»; non solo in difesa della vita ma anche dei temi cattolici, nonostante sia sempre stata non praticante «Io sono sempre stata cattolica. Non praticante, ma certi sentimenti appartengono a una certa educazione familiare. […] Ora credo che questa sia una battaglia giusta, bella e in difesa della donna, checché ne dicano le femministe». (agg. di Niccolò Magnani)

CORDOGLIO SOCIAL PER L’ADDIO DELLA OCCHINI

Lutto nel mondo del cinema: stamane è venuta a mancare Ilaria Occhini, 85enne attrice italiana, vincitrice di svariati premi nel corso della sua 50ennale carriera. Sui social sono numerosi i posti dedicati alla fiorentina, come ad esempio questo, scritto da una ragazza: “E anche lei ci guarderà da lassù!!! #IlariaOcchini unica per bravura, classe ed eleganza”. Così un altro utente: “Che bellezza straordinaria. Regale. Un attrice un pò sottovalutata, di una bravura unica. L’ho amata così tanto qui : “Non farti mai dire dagli altri chi devi amare, e chi devi odiare. Sbaglia per conto tuo, sempre.” Non solo la nonna di Tommaso”. Un altro invece ha cinguettato, ricordando l’eleganza e la bellezza della Occhini: “Addio ad una vera signora del nostro teatro e del nostrocinema!”. Quindi: “È scomparsa una bravissima attrice teatrale: #IlariaOcchini. Ricordo che cominciai ad apprezzarla da bambina, con lo sceneggiato tv “La fiera della vanità”. Aveva 85 anni. Sia con Dio!”. Infine segnaliamo: “Un saluto a #IlariaOcchini. Quando lo spettacolo sfornava classe, cultura, bellezza, eleganza, compostezza e si prendeva esempio”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro).

ILARIA OCCHINI È MORTA: FU NIPOTE DI UN SENATORE DEL REGNO

Ilaria Occhini è morta nel pomeriggio di ieri. L’attrice italiana aveva 85 anni, ed era malata da tempo. Come ricorda La Nazione, era figlia di Barna Occhini, nonché nipote del conte Pier Ludovico, storico dell’arte, ma anche sindaco e podestà di Arezzo, e infine, Senatore del Regno fra la prima e la seconda guerra mondiale. Attrice, politica e imprenditrice, Ilaria Occhini è stata anche scrittrice, avendo pubblicato due anni fa il libro “La bellezza quotidiana” sua autobiografia. Raggiunse una grande popolarità a cominciare dai mitici anni ’50 e ’60, quelli della rinascita subito dopo la distruzione della seconda guerra mondiale, e fra i numerosi riconoscimenti ottenuti, anche il Pardo d’oro del 2008 per “Mar Nero”, oltre al David di Donatello e al Nastro d’Argento, come trovate nel focus qui sotto. Proprio pochi mesi fa erano stati festeggiati ad Arezzo, dove si trova la tenuta agricola di famiglia (La Striscia) i 65 anni della carriera, con la proiezioni del documentario “L’intelligenza del cuore”, dalla sceneggiatura e regia a firma Mauro Conciatori. Purtroppo la Occhini, molto malata, non aveva potuto presenziare all’evento. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

ILARIA OCCHINI È MORTA: AVEVA 85 ANNI

Ilaria Occhini è morta. Era una note attrice italiana ed aveva 85 anni. Numerosi i riconoscimenti ricevuti in carriera, come ricorda l’edizione online de Il Messaggero, a cominciare dal prestigioso “David di Donatello”, che la fiorentina aveva ottenuto per il film “Mine vaganti” di Ferzan Ozpetek, pellicola del 2008. Compagna da più di 50 anni dello scrittore Raffaele La Capria, Ilaria aveva debuttato fin da giovanissima nel mondo del piccolo e grande schermo, esordendo nel film “Terzo Liceo”, per poi diplomarsi presso la nota Accademia Nazionale d’arte drammatica di Roma. La Occhini fu protagonista di numerosi sceneggiati per la televisione, come ad esempio “L’Alfiere” e “Jane Eyre”, alla regia di Anton Giulio Majano, recitazioni che attirarono l’attenzione del grande regista e sceneggiatore, Luchino Visconti, conte di Lonate Pozzolo, che la chiamò a teatro per l’operazione “l’Impresario delle Smirne” di Carlo Goldoni.

ILARIA OCCHINI È MORTA

Nel 1992 ottenne invece il “Nastro d’argento”, altro prestigioso premio, per il ruolo di miglior attrice non protagonista nel film “Benvenuti in casa Gori”, uscito nel 1990, tratto dalla commedia di Ugo Chiti e Alessandro Benvenuti. Famosa anche la sua parte nella fiction di Rai 1 “Provaci ancora prof”, in cui ha recitato nel ruolo di Andreina, dalla prima alla quinta stagione. Ilaria Occhini è stata anche un’attivista politica, e nelle elezioni del 1987 si candidò con il Partito Radicale di Marco Pannella ed Emma Bonino, presentandosi poi anche alle Europee del 2004. Quattro anni dopo, invece, aderì alla “Pro Life” del giornalista Giuliano Ferrara, presentandosi nel collegio del Lazio. Fra una recitazione e l’altra, si è occupata dei vigneti di famiglia sulle colline di Arezzo, portando avanti l’azienda agricola assieme alla figlia Alexandra La Capria, e ai nipoti. L’ultimo film in cui ha recitato è stato “Una famiglia perfetta”, di Paolo Genovese (2012).

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