SPILLO AL GOVERNO/ Snaidero: dopo l’ottimismo è ora di passare ai fatti

- int. Roberto Snaidero

Nuovi messaggi di ottimismo sulla crisi economica arrivano dal Meeting di Rimini, cui ha partecipato anche ROBERTO SNAIDERO, che chiede comunque interventi rapidi al Governo

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Roberto Snaidero (Infophoto)

Dopo Mario Monti, al Meeting di Rimini nuove parole di ottimismo sulla crisi economica sono arrivate da Corrado Passera, ministro dello Sviluppo economico. Anche lui, come il Premier, vede vicina l’uscita dalla crisi, anche se molto dipenderà “da quello che riusciremo a fare”. Stessa sintonia tra Monti e Passera si ritrova in tema di tasse: per entrambi sembra arrivato il momento di una diminuzione della pressione fiscale, anche se resta da sciogliere il nodo dei tempi e dei modi con cui questo taglio sarà realizzabile. Si tratta ovviamente di un provvedimento molto atteso anche dalle imprese. E ieri al Meeting di Rimini c’era Roberto Snaidero, Presidente di FederlegnoArredo, realtà che riunisce oltre 2.500 aziende del settore dell’arredamento e della lavorazione del legno, che a proposito delle parole dei due membri dell’esecutivo su una pronta uscita dalla crisi dice a ilsussidiario.net: «Mi auguro davvero che sia così, altrimenti non so dove andremo a finire. Va comunque evidenziato questo messaggio di ottimismo, di speranza da parte di chi ha la guida del Paese».

Perché queste parole le sembrano così rilevanti?

Si tratta di un fatto molto importante, dato che finora abbiamo sentito parlare da ogni parte solo di recessione. Ora cerchiamo di rimboccarci le maniche. Qualcuno lo ha già fatto, ma lo devono fare tutti. In questo modo ce la faremo a dispetto di qualsiasi situazione. Bisogna che crediamo in quello che stiamo facendo.

C’è molta attesa per le prossime misure che il governo prenderà in tema di sviluppo, a cui sta lavorando proprio Passera. Lei stesso in una precedente intervista ci aveva detto che finora si è visto poco in questa direzione…

Sì, lo confermo. Ho apprezzato molto l’opera iniziale del governo, ma ora abbiamo un livello di tassazione insostenibile. Mi sembra che le parole di Monti e di Passera sulle tasse aprano spiragli importanti verso una loro riduzione. Come ho detto nell’intervista che ha citato, ci sono molti miei colleghi del Nord che sono tentati di spostare la produzione in paesi confinanti che gli stanno facendo offerte e ponti d’oro.

Cosa si augura quindi per questi interventi sullo sviluppo?

Innanzitutto spero che arrivino presto, perché non possiamo più continuare su questa strada. Altrimenti a fine anno mi presenterò dal ministro a consegnare le chiavi dell’azienda. Ci vogliono misure concrete e che abbiano effetti immediati: non possiamo aspettare ancora tanto tempo.

Nel frattempo le imprese, specie nel vostro settore, dovranno affidarsi molto all’export. Com’è al momento la situazione?

Dalle ultime informazioni emerge un quadro un po’ preoccupante. Del resto la crisi non è solo in Italia, ma anche negli altri paesi. E tutti stanno cercando un traino nell’export. Dobbiamo poi considerare che anche un Paese come la Cina comincia a temere una frenata nella crescita del proprio Pil. A settembre comunque mi recherò proprio in Cina per cercare di stringere accordi che possano portare le nostre aziende a commercializzare lì, anche se la situazione è difficile. Ma del resto le cose facili non ci sono più.

 

Una delle mostre di questo Meeting è dedicata al ruolo dei giovani per la crescita, tema che è stato anche al centro dell’incontro con Mario Monti. Lei cosa ne pensa?

 

I giovani sono il futuro del nostro settore. Vogliamo che le nostre imprese abbiano un futuro e solamente con i giovani si può guardare al futuro. Contiamo su di loro perché sono in grado di portare novità, innovazione, soprattutto quando si parla di design. In generale, comunque, le nostre sono aziende dove si usa molto la tecnologia. In questo senso siamo molto avanti rispetto a tanti nostri competitor mondiali. I giovani possono poi avere un ruolo importante per quel che riguarda l’export.

 

In che senso?

 

Possono portare avanti progetti di espansione internazionale. Ormai il mercato non è più italiano o tedesco, ma è globalizzato. I “vecchi” imprenditori sono stati bravissimi, perché hanno creato l’idea del prodotto e del design italiano, che è un vero simbolo riconosciuto nel mondo. Adesso dobbiamo consolidare questa nostra posizione. E i giovani possono avere un ruolo cruciale per raggiungere questo obiettivo. Nel frattempo come federazione continueremo a lavorare per far capire l’importanza del nostro settore in Italia.

 

In che modo?

 

Per esempio, con la nostra presenza al Meeting di Rimini. La platea che vi partecipa è per noi molto importante e sappiamo anche che è composta da molti giovani, cui quindi possiamo rivolgerci per far conoscere le nostre iniziative, come quella del nuovo Polo Formativo della Brianza a cui abbiamo dato vita insieme ad Aslam (Associazione scuole lavoro alto milanese). Abbiamo voluto fare poi un passo importante per questa occasione.

 

Quale?

 

Le nostre imprese associate sono realtà industriali. Ma abbiamo voluto offrire una “vetrina” anche agli artigiani, che sono una grande forza italiana. Del resto in questo momento di crisi non si può pensare di andare ciascuno per conto proprio: è un metodo che non porta da nessuna parte. Per chi sarà a Rimini, le nostre conversazioni imprenditoriali saranno quindi un modo per sentire la voce di chi quotidianamente lotta sui mercati e ha tanta voglia di riuscire, anche per il bene del nostro Paese.

 

(Lorenzo Torrisi)







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