GIO PONTI/ Il maestro del design “ritorna” su internet

- int. Salvatore Licitra

Su internet è arrivato un portale dedicato agli archivi di Gio Ponti, uno dei maestri dell’architettura e del design del secolo scorso. Ce ne parla SALVATORE LICITRA

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Gio Ponti con la Superleggera, una delle sue creazioni

Offrire un ritratto completo di Gio Ponti utilizzando testi e immagini nei quali spicca una personalità vivace, entrata in contatto con migliaia di soggetti (poeti, artisti, papi, istituzioni, riviste, ditte, ecc.) nei suoi sessant’anni di attività professionale. È questo lo scopo del nuovo archivio digitale www.gioponti.org, un vero e proprio portale che ospita tutto ciò che riguarda il famoso architetto e la sua opera. Il sito, in italiano e inglese, è suddiviso in tre sezioni: archivio, epistolario e store. L’archivio contiene più di 4mila immagini suddivise in 400 voci; l’epistolario oltre 100mila lettere inviate a più di 6mila destinatari; la sezione store consente invece di effettuare acquisti on line (sono disponibili libri di e su Gio Ponti, arredi e oggetti da lui progettati ancora in produzione). L’iniziativa è portata avanti dagli eredi di uno dei maestri del design. Salvatore Licitra, nipote di Ponti e uno dei curatori, ci racconta lo scopo del progetto, le scoperte fatte maneggiando i vari materiali e gli sviluppi futuri.

Chi era Gio Ponti? Ricordiamolo brevemente.

È un personaggio centrale della cultura italiana che ha fatto da perno all’arte, all’architettura, al design da subito dopo la prima guerra fino agli anni ‘70. Ha traghettato la cultura italiana dall’800 al ‘900, avendo avuto una storia professionale lunghissima e molto prolifica. E poi è mio nonno, questo spiega perché me ne occupo.

Come nasce l’idea dell’archivio digitale?

Sono stato incaricato dalla mia famiglia di mettere ordine nei materiali d’archivio di mio nonno, che sono abbondantissimi. Una quindicina d’anni fa mi è stato consegnato il materiale fotografico che proveniva dall’archivio dello studio di Gio Ponti. Nel corso di questi 15 anni, riordinando e completando questo materiale, mi sono accorto di una cosa.

Cosa?

A un certo punto, dal 2000 in poi diciamo, mi sono reso conto che Gio Ponti era entrato a far parte di quel ristretto numero di persone che a livello globale vengono considerate significative per il ‘900 per quanto riguarda l’architettura e il design. Mi sono trovato a far fronte a numerose richieste di documentazione e ricerca, per mostre, libri, ecc. Quindi, anche per forza di cose, ho dovuto mettere mano a questi materiali, studiare, raccogliere, creare una sorta di banca dati che supportasse queste richieste.

Ha fatto da solo questo lavoro o assieme ad altri?

Il progetto del nuovo sito nasce dal lavoro fatto da me per la creazione della banca dati dell’archivio fotografico, che esiste tuttora e si chiama “Gio Ponti Archives”. La ragione di questo plurale – archives – nasce dal fatto che mio nonno in tutta la sua carriera ha intessuto rapporti con moltissimi privati, altri architetti, industrie, personalità, artisti, ecc. Quindi gli archivi che riguardano il suo lavoro in realtà non riguardano solo l’archivio dell’“architetto Ponti”, per quanto importantissimo ed enorme. Ma anche altri archivi che si trovano presso ditte, personalità che vanno messi in rete per poter veramente capire e disegnare la storia dell’intervento di Ponti.

Riunire i materiali sparsi nei vari archivi non dev’essere stata un’impresa da poco. C’è riuscito?

Con il nuovo sito ho voluto creare un luogo nella rete che raccolga tante diverse fonti e giacimenti di documenti. Vorrei creare attorno alla persona di Ponti un unico luogo dove si possa trovare tutto: dalle fotografie ai disegni, all’epistolario e, addirittura, con il supporto delle ditte che editano pezzi di Gio Ponti, dare anche la possibilità di acquistare questi prodotti che sono tuttora sul mercato.

 

Com’è strutturato il sito?

C’è l’archivio fotografico con più di 400 voci e 4mila immagini, anche se quelle dell’archivio in realtà sono molte di più. Poi c’è l’epistolario che raccoglie più di 100mila lettere e che abbiamo digitalizzato per renderlo consultabile agevolmente. E infine c’è lo “store” che si occupa della vendita dei prodotti. L’insieme delle sezioni ha creato un potenziale notevole di informazioni sul personaggio, ma anche su un’intera epoca.

 

Maneggiando questi materiali avete fatto scoperte interessanti?

Direi che abbiamo scoperto innanzitutto la vitalità del personaggio e la ricchezza dei rapporti che intratteneva con personalità di tutti i settori: dai poeti ai politici, dal Papa ad artisti come Lucio Fontana, Mollino, ecc. Un patrimonio italiano da mettere in luce.

 

Ci saranno sviluppi?

Alle sezioni attualmente disponibili vorrei affiancarne una con una biblioteca, la più completa e aggiornata su Gio Ponti. Che verrebbe curata da ricercatori e studenti. A questo proposito sto prendendo accordi con il Politecnico e l’Università degli Studi di Milano. Questo darebbe maggiore completezza al Portale.

 

Chi finanzia la vostra iniziativa?

La nostra è un’iniziativa privata, fatta da me e da un altro nipote di Ponti, l’architetto Paolo Rosselli, mio cugino, che ha dato un grande aiuto con l’epistolario. Oltre al supporto degli eredi, siamo seguiti dalla simpatia di moltissimi appassionati di Ponti, da collezionisti e studiosi. Non ci sono supporti istituzionali. Il nostro è un lavoro fatto con grande entusiasmo e questo mi sembra traspaia anche dal sito, che non è paludato, ma qualcosa di vivace e attraente.

 

Al Meeting di Rimini era in programma una mostra sul design italiano che richiama l’opera di Gio Ponti.

È un’iniziativa di FederlegnoArredo che per il Meeting ha curato la mostra “L’uomo, la bellezza, il lavoro – I volti, le storie, le realizzazioni di un’Italia viva”. Mi hanno chiesto di utilizzare alcune immagini dell’architetto da inserire nel catalogo della mostra. Ho risposto: va benissimo. Aiuteranno a far conoscere il nostro lavoro. 

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