L’ITALIA DEL MEETING / Predari (Assoufficio): “Con l’Iran il dialogo corre sul new design per l’uomo”

- La Redazione

L’Iran “riaperto” al centro del primo incontro FederlegnoArredo al Meeting. MARCO PREDARI (Presidente Assoufficio): “Con Teheran non solo affari, ma anche dialogo sul design antropologico”.

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Da sinistra: Marco Predari, Giovanni De Ponti e Alberto Negri al padiglione FederlegnoArredo al Meeting di Rimini

“In Iran è fondamentale vincere: per le aziende produttrici di mobili per l’ufficio come per tutto il Made in Italy”. A Marco Predari, presidente di Assoufficio, è toccato il calcio d’inizio della striscia quotidiana di incontri che FederlegnoArredo ha voluto all’interno della propria piattaforma al Meeting di Rimini. Predari ha conversato con l’inviato del Sole 24 Ore Alberto Negri su “Da Istanbul a Teheran, le provocazioni dell’attualità” (ha moderato il direttore generale di FederlegnoArredo Giovanni De Ponti).

Sono stati numerosi quelli che si sono seduti fra i pannelli della mostra “Costruire insieme. Numeri e storie del legno-arredo” arrivando direttamente dall’auditorium dove aveva appena parlato Sergio Mattarella. “Niente nuovi muri, il futuro di costruisce con il dialogo”, ha ripetuto il Capo dello Stato. “Ero anch’io lì ad ascoltarlo, mi ci sono ritrovato in tutto”, dice Predari al Sussidiario.net, annotando subito che l’atmosfera del Meeting rimane viva e stimolante, “passano gli anni ma credibilità culturale è immutata”. Perché l’Iran è una frontiera più importante di altre, anche per per un’impresa italiana? “Per un’Azienda-Paese come l’Italia, che si batte per ritrovare la strada di una ripresa sicura, la riapertura di un grande mercato come quello iraniano è un’occasione prioritaria: anche per rilanciare la sfida del design e della qualità in un’area in cui concorrenti come quelli cinesi si siono rafforzati negli anni delle sanzioni”.- Predari è stato a Teheran più volte negli ultimi anni e si accinge a tornarci in settembre. La sua Universal Selecta – come altre fra le 120 associate Assoufficio – sta forzando i tempi per mettere radici subito importanti sul mercato iraniano: con una joint venture. Ma senza dimenticare ciò che rende distintivo il Made in Italy ovunque.

“Design antropologico”: è il nuovo mantra per chi costruisce componenti d’arredo, anche per l’ufficio. Partire dai bisogni del consumatore, concepire e modellare il prodotto con dosi massicce di intelligenza tecnologica, di gusto unito alla funzionalità. Bene, ogni due anni è ad Assoufficio che il Salone del Mobile di Milano affida il compito di proporre un pensiero plastico: nel 2015 la Passeggiata di De Lucchi. “Per l’edizione 2017 – dice Predari – stiamo progettando una Bussola del design: abbiamo chiesto a quattro architetti un’installazione che raccontasse a che punto è il design antropologico. L’incarico di rappresentare il Sud del globo è stato affidato a Arash Ahamdi, un architetto iraniano già ben conosciuto in Italia per le collaborazioni alla Biennale di Venezia e all’Expo 2015”.

L’appuntamento di Rimini, a fine agosto, è anche occasione tradizionale per previsioni economiche. “Veniamo da un 2015 che per Assoufficio ha arcgiviato per la prima volta un fatturato aggregato in ascesa dallo scoppio della crisi economico-finanziaria, poco sotto il miliardo . Contiamo in un ulteriore recupero anche alla fine dell’esercizio in corso, anche se possiamo stimarne l’entità”. Predari ha fiducia anche nella ripresa del mercato interno, che continua a pesare per la metà nel giro d’affari rilevato da Assoufficio: “La domanda di spazi per uffici in Italia sta gradualmente aumentando, anche Brexit può dare una spinta in più”. E l’export: “Non dobbiamo abbassare la guardia, anzi. Russia, America Centrale, Sudafrica e anche Africa subsahariana sono i fronti su cui noi di Assoufficio stiamo puntando con le nostre missioni”



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