“In Arabia Saudita i migranti vengono torturati”/ Human Rights Watch: “Italia interrompa vendita di armi”

- Lorenzo Drigo

In Arabia Saudita, secondo un report di Human Rights Watch, si adopera sistematicamente violenza contro i migranti, ragione per cui il governo italiano deve interrompere la vendita di armi

Migranti etiopi in Yemen Yemen, l'esodo dei migranti etiopi (LaPresse)

Human Rights Watch, la ONG che si occupa della difesa dei diritti umani, ha recentemente pubblicato un rapporto sui migranti in Arabia Saudita. Riad, nel rapporto, viene accusata di uccidere indiscriminatamente centinaia di migranti che tentano di attraversare il confine con lo Yemen, in un escalation partita già nel 2014, ma che è esplosa nel 2022, toccando le 400 uccisioni tra gennaio ed aprile, e superando il mille nel periodo da marzo 2022 ad oggi.

L’autrice del rapporto sui migranti in Arabia Saudita, Nadia Hardman, parlando nel corso di un’intervista con La Stampa, ha definito la situazione tragica, chiedendo a tutti gli stati mondiali di agire, per fermare ogni tipo di abuso. Solo qualche mese fa il governo italiano ha deciso di interrompere le vendite di armi a Riad, circostanza che secondo l’attivista fa sì che “l’Italia [sia] direttamente coinvolta, e complice“. “Bisogna analizzare tutti i legami economici e di scambi”, sottolinea ancora Hardman, “tra l’Occidente e l’Arabia Saudita”, ricordando che la vendita di armi al regime saudita “è contro la legge internazionale”.

Hardman: “I migranti in Arabia Saudita subiscono ogni tipo di abuso”

Parlando del suo rapporto, Nadia Hardman sottolinea che ci sono evidenze del fatto che l’uccisione di migranti in Arabia Saudita è diventata sistematica a partire dal marzo del 2022, operata dalle guardie alla frontiera con lo Yemen. “Stiamo parlando di abusi, violenze e torture”, spiega, sottolineando che “le guardie di frontiera stanno usando armi esplosive (bombe, razzi, missili) contro i migranti e i profughi che cercano di attraversare il confine”.

Sostiene di aver parlato con almeno 42 migranti che sono sopravvissuti al confine tra Yemen e Arabia Saudita, “molti vittime di spari ravvicinati, magari a venti metri di distanza. Altri, invece, sono sopravvissuti a vere torture“, dalle quali chi si salva, lo fa solamente per miracolo. Come se non bastasse, oltre alla guardia di frontiera, anche i trafficanti di esseri umani sottopongono i migranti alle più atroci torture e sofferenze, specialmente se “non hanno i soldi per pagare”. Estorcono il denaro alle famiglie, stuprano le donne e torturano i bambini, che spesso intraprendono senza i genitori il viaggio verso l’Arabia Saudita. Una situazione simile, peraltro, a quella che si verifica anche al confine tra Grecia e Turchia, dove “le guardie di frontiera greche respingono i migranti che cercano di arrivare in Europa. Abbiamo documentato torture e altre gravi violazioni dei diritti umani”, che tuttavia sono sempre negate dal governo, che secondo l’attivista “nega anche l’evidenza”.







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