Incidente A1, arrestato padre delle bimbe morte/ Guidava da 30 ore “Ero stanco morto”

- Silvana Palazzo

Incidente A1, il padre delle bimbe morte è stato arrestato. Guidava da 30 ore: “Ero stanco morto, non riuscivo a tenere gli occhi aperti”

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Incidente A1 (TgR)

«Ero stanco morto, non riuscivo a tenere gli occhi aperti». Questa la spiegazione che ha dato Emil Ciurara, l’uomo che avrebbe provocato l’incidente stradale sull’A1 in cui hanno perso la vita i suoi due figli, di 2 e 10 anni, e i nonni. Il 30enne di origini romene, accusato di omicidio stradale, era alla guida del suo minivan da 30 ore. Aveva viaggiato dalla Transilvania fino alla Toscana senza fermarsi, se non per una breve sosta all’area di servizio di Chianti per un caffè per riuscire a restare sveglio. La destinazione finale era Napoli. L’uomo, già condannato per una rapina in Calabria e in libertà condizionata, avrebbe parlato alla polizia stradale. Peraltro, è stato arrestato per pericolo di fuga. La decisione è stata presa, come previsto dal codice, sulla base di due elementi. La condanna subita dall’uomo con applicazione della condizionale e la mancanza di residenza dell’uomo, che è un nomade e vive in campi rom non identificati.

INCIDENTE A1, PARLA IL PAPÀ ARRESTATO

«È disperato. Chiede di continuo quali siano le condizioni della moglie e della bimba e di poter uscire per andare ai funerali», dichiara il legale di Emil Ciurara, l’avvocato Giuseppe Martina, come riportato dall’Ansa. Il 30enne andava con la sua famiglia a Napoli, dove uno zio e due cugini li aspettavano perché avrebbero dovuto lavorare come stagionali. Domani ci sarà l’udienza di convalida dell’arresto e potrebbe essere l’occasione per l’uomo per spiegare meglio cosa abbia provocato l’incidente. In alcune immagini, infatti, si vede il minivan che sfreccia velocemente sulla corsia di emergenza prima di scontrarsi con un camion e poi con un’altra auto, provocando la morte di quattro persone e il ferimento di altre sette. «Quando me ne sono accorto ho diminuito la velocità e mi sono distanziato da quell’auto che sembrava impazzita», ha spiegato un testimone, come riportato dal Corriere della Sera. A condurre le indagini è il pm Roberto Rossi della procura di Arezzo.

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