VERTICE DRAGHI-ERDOGAN: DA “DITTATORE” AD ”AMICO”/ Firmati 9 accordi Italia-Turchia

- Carmine Massimo Balsamo

Vertice ad Ankara tra Draghi e Erdogan: 9 accordi firmati tra Italia e Turchia. Il “Sultano” passa da “dittatore” ad “amico e alleato” in un anno: cosa è successo

DRAGHI-ERDOGAN
Vertice Draghi-Erdogan: siglati 9 accordi Italia-Turchia (LaPresse, 2022)

I 9 ACCORDI FIRMATI E IL CAMBIO DI RAPPORTI TRA DRAGHI ED ERDOGAN

Era il 9 aprile 2021 quando il neo-nominato Premier Mario Draghi definitiva «un dittatore» il leader turco Erdogan causando la prima vera crisi diplomatica estera del suo nuovo Governo: sono passati poco più di 14 mesi e la situazione si è rapidamente capovolta, con la firma ieri di ben 9 trattati fra Italia e Turchia e soprattutto le manifestazioni di «alleanza» e «amicizia» tra i due Paesi e i due Governi.

Come spiegato ieri in conferenza stampa dal Presidente del Consiglio, «è chiara la volontà comune di rafforzare la collaborazione: Italia e Turchia sono partner, amici alleati»: dalla scienza all’area commerciale, dal fronte energetico ai migranti in Libia fino al tema strategico del progetto militare italo-francese Samp-T in cui entrerà ora anche la Turchia di Erdogan dopo il patto siglato ieri con Draghi. L’Italia si avvicina così al ruolo di mediatore sui tanti fronti aperti dalla guerra in Ucraina (migranti, grano, gas) assieme ad Ankara, ribadendo forte alleanza e stabilità: l’esatto contrario di quel «dittatore» dato da Draghi al “Sultano” turco a seguito dell’incidente diplomatico di un anno fa con la Presidente della Commissione Europea Von der Leyen. (agg. di Niccolò Magnani)

GLI ACCORDI TRA ITALIA E TURCHIA: LA FIRMA DI ERDOGAN E DRAGHI

Incontro ad Ankara tra Mario Draghi e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Archiviate le tensioni del passato, i due leader hanno parlato dei nuovi accordi di cooperazione, accendendo i riflettori sui principali dossier internazionali: dalla gestione nei flussi migratori dalla Libia alla guerra tra Russia e Ucraina, fino al tema energia. Il primo ministro è stato accompagnato da cinque ministri: Di Maio, Lamorgese, Guerini, Cingolani, Giorgetti.

“Draghi è un amico”, ha esordito Erdogan in conferenza stampa dopo la firma negli accordi di cooperazione: “Faccio le condoglianze per l’incidente alla Marmolada. L’Italia per noi è un partner molto importante sul piano energetico e anche sulla questione Libia”. Entrando nel dettaglio dell’intesa tra Italia e Turchia, il reciproco riconoscimento delle patenti di guida e la protezione delle informazioni classificate nell’industria della difesa. E ancora, la consultazione strutturata tra i ministeri degli Esteri in diversi campi, dalla ricerca scientifica alla protezione civile.

INCONTRO DRAGHI-ERDOGAN: “ITALIA E TURCHIA PARTNER, AMICI, ALLEATI”

Intervenuto nel corso della conferenza stampa congiunta, Draghi ha spiegato che l’incontro con Erdogan vuole rafforzare l’alleanza tra Italia e Turchia, già partner commerciali da diversi anni: “Italia e Turchia sono unite sulla guerra in Ucraina e sul sostegno a Kiev. Entrambi cerchiamo la pace per l’Ucraina, ringrazio la Turchia per la sua collaborazione per lo sblocco del grano, evitando una crisi alimentare gravissima”. Gli accordi presi oggi toccano diversi settori e hanno un obiettivo di lungo termine, ha aggiunto Draghi. Erdogan ha invece ringraziato Roma per essere tra i Paesi che sostengono maggiormente la prospettiva europea per Ankara: “Per noi è essenziale rafforzare ulteriormente la prospettiva di adesione della Turchia all’Unione Europea”. Per quanto riguarda il grano, Erdogan ha spiegato che i negoziati per un corridoio del grano nel Mar Nero vanno avanti: “Al momento non abbiamo una crisi su questo ma in Africa c’è un grandissimo problema. Per questo speriamo ci sia un accordo tra Putin e Zelensky anche sotto l’ombrello Onu. Cerchiamo di arrivare a un risultato tra 10 giorni”.







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