Infermieri no vax contagiati, Inail: “Scatta infortunio”/ “Ma no al risarcimento”

- Mirko Bompiani

L’Inail ha confermato che scatta l’infortunio anche per gli infermieri no vax che vengono contagiati dal Covid, se l’infezione è avvenuta in occasione di lavoro

infermieri no vax
(LaPresse)

Scatta l’infortunio anche per gli infermieri no vax che vengono contagiati dal Covid-19 se l’infezione è avvenuta in occasione di lavoro. La conferma arriva dall’Inail in una lettera inviata alla direzione regionale della Liguria sul caso degli infermieri che avevano rifiutato la vaccinazione contro il coronavirus ed erano poi risultati positivi.

Come riporta Tg Com 24, l’Inail ha messo in risalto: «Sotto il profilo assicurativo il comportamento colposo del lavoratore, in cui rientra anche la violazione dell’obbligo di utilizzare i dispositivi di protezione individuale, non comporta di per sé l’esclusione dell’operatività della tutela prevista dall’assicurazione gestita dall’Inail».

INAIL: “SCATTA L’INFORTUNIO ANCHE PER GLI INFERMIERI NO VAX SE CONTAGIATI”

Come messo in risalto dall’Inail, gli infermieri no vax che vengono contagiati potrebbero non avere il diritto di chiedere il risarcimento del danno al datore di lavoro: «Il comportamento colposo del lavoratore può invece ridurre oppure escludere la responsabilità del datore di lavoro, ma non comporta l’esclusione della tutela assicurativa apprestata dall’Istituto in caso di infortunio». L’Inail ha poi messo in risalto nella missiva che non appare ipotizzabile l’applicazione del concetto di rischio elettivo nel caso in cui si rifiuti il vaccino. Questo quanto annotato: «Il rischio di vaccinarsi non si può configurare come assunzione di un rischio elettivo, in quanto il rischio di contagio non è certamente voluto dal lavoratore».



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