“Infettiamo pipistrelli con coronavirus modificati”/ Piano choc scienziati Usa-Cina

- Silvana Palazzo

Origine Covid, piano choc degli scienziati Usa-Cina: “Infettiamo pipistrelli con coronavirus modificati e potenziati”. Nel team Peter Daszak (EcoHealth Alliance) e Shi Zhengli

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Il progetto Defuse

«Gli scienziati di Wuhan e Usa hanno pianificato di rilasciare i coronavirus nelle grotte dove vivono i pipistrelli in Cina 18 mesi prima dell’epidemia». A rivelare la notizia clamorosa è Drastic, team di investigazione formato da scienziati di tutto il mondo che indagano sull’origine del Covid di cui vi abbiamo parlato nei mesi scorsi per il report choc sui laboratori di Wuhan. Da nuovi documenti di cui sono entrati in possesso è emerso che nel 2018 era stato presentato un progetto, dal nome “Defuse“, per il quale era stato richiesto un finanziamento: prevedeva il rilascio nelle grotte dello Yunnan, in Cina, di nanoparticelle contenenti «nuove proteine chimeriche di punta» dei coronavirus dei pipistrelli. Ne ha parlato anche PresaDiretta, che riaccende i dubbi sull’origine Covid. Dunque, avevano pianificato di creare virus chimerici, geneticamente modificati per infettare più facilmente gli esseri umani, e per questo richiedevano 14 milioni di dollari alla Defense Advanced Research Projects Agency (Darpa), un’agenzia governativa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti incaricata dello sviluppo di nuove tecnologie per uso militare.

L’obiettivo fissato era «identificare nuovi coronavirus simili alla Sars in Asia, al fine di prevenire il rischio di salto di specie». Avevano previsto di inviare i campioni delle ricerche a laboratori partner, all’interno dei quali sarebbero stati poi condotti degli esperimenti per «minimizzare il rischio che il coronavirus dei pipistrelli rappresenta per la popolazione umana».

NEL PIANO ANCHE IL “POTENZIAMENTO” DEL CORONAVIRUS

Il progetto di EcoHealt Alliance prevedeva di «inoculare su larga scala nei pipistrelli in natura degli immuno-modulatori per potenziare il loro sistema immunitario e abbassare la replicazione dei virus», poi i pipistrelli sarebbero stati vaccinati usando una soluzione in aerosol. I documenti, che sono stati dichiarati autentici da un ex membro dell’amministrazione Trump, mostrano che gli scienziati statunitensi e cinesi speravano di introdurre «siti di scissione specifici per l’uomo» nei coronavirus dei pipistrelli che avrebbero reso più facile per il virus entrare nelle cellule umane. Nel documento non sono indicati quali siti di taglio umani, ma si sa che la furina è quello che rende così contagioso il coronavirus, la cui provenienza non è stata spiegata da nessuno. Quando Sars-CoV-2 fu sequenziato geneticamente per la prima volta, gli scienziati si chiesero come il virus fosse riuscito ad evolversi per avere una capacità di adattamento specifica per l’uomo nel sito di scissione della proteina spike, che è la ragione per cui il coronavirus è così infettivo. Ne ha parlato nei giorni scorsi anche il noto scienziato Steven Quay, che non a caso è convinto dell’origine non naturale del Covid.

PETER DASZAK E SHI ZHENGLI DIETRO IL PROGETTO

«Dato che troviamo in questa proposta una discussione sulla prevista introduzione di siti di scissione specifici per l’uomo, una revisione da parte della più ampia comunità scientifica della plausibilità dell’inserimento artificiale è giustificata», scrive Drastic in un comunicato. Il piano includeva anche progetti per mescolare ceppi di coronavirus naturali ad alto richiesta con varietà più infettive ma meno pericolose. Chi ha presentato questa richiesta di finanziamento? Lo zoologo britannico Peter Daszak di EcoHealth Alliance, organizzazione con sede negli Stati Uniti che ha lavorato a stretto contatto con l’Istituto di virologia di Wuhan (WIV) nella ricerca dei coronavirus dei pipistrelli. I membri del team comprendevano la dottoressa Shi Zhengli, ricercatrice del WIV, ma anche ricercatori statunitensi dell’Università del North Carolina e il Centro Nazionale di Salute della Fauna Selvatica dell’United States Geological Survey. Ma il progetto sarebbe stato ricettato perché per la Darpa mancavano dati fondamentali. La stessa agenzia governativa Usa ha fatto sapere a PresaDiretta di «non aver mai finanziato né direttamente né indirettamente come sub-appaltatore nessuna attività o ricercatore associato a Eco Health Alliance o istituto di virologia di Wuhan». Ma che ne è stato di questo studio? È andato avanti in qualche modo? Saperlo serve anche a far chiarezza sull’origine Covid.



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