Inquinamento killer: 80 mila morti per smog/ Sima: “Malattie al cuore tra principali cause decessi”

- Sabrina Maestri

L'inquinamento resta un serio problema soprattutto nelle regioni del centro-nord Italia. L'allarme è stato lanciato dalla Sima, che ha evidenziato collegamenti tra smog e malattie cardiache.

Inquinamento e legame con malattie cardiache Inquinamento e legame con malattie cardiache

I livelli di inquinamento stanno preoccupando soprattutto nel centro-nord. E ancora una volta riscaldamento e traffico rappresentano le principali fonti di Pm10. La Ue sta dunque pensando di inasprire le misure contro smog e polveri sottili. È quanto apprendiamo dal Resto del Carlino.

In Pianura Padana i valori hanno raggiunto anche il doppio del consentito, col duo Torino-Padova messo peggio di tutti. L’aria di molte città emiliane è diventata irrespirabile, e 9 province lombarde, da cui non poteva essere esclusa Milano, sono sempre sopra i limiti e pregano perché piova. Questo è lo specchio di un Paese alla deriva in termini di inquinamento, tanto che la Lombardia, tra le regioni che sembrano essere meno rispettose della qualità dell’aria, ha chiesto una cabina di regia che affronti il problema su scala padana. Intanto la Sima (Società italiana di medicina ambientale) lancia un grido d’allarme: “Il primo Paese in Europa per morti attribuibili all’inquinamento atmosferico con circa 80mila decessi prematuri all’anno – certifica il presidente Alessandro Miani –. Le patologie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte (eventi coronarici e infarto miocardico acuto, 9.000 casi/anno e ictus cerebrali, 12.000 casi/anno), seguiti da patologie dell’apparato respiratorio (7.000 decessi prematuri l’anno)“.

INQUINAMENTO: NON SOLO MALATTIE CARDIACHE

La fragilità geografica e della popolazione può dirsi conclamata. Sempre secondo Miani infatti “le polveri sottili e gli ossidi di azoto sono in grado di peggiorare lo stress ossidativo e innescare una risposta infiammatoria sistemica a livello dell’apparato vascolare causando aterosclerosi, disfunzione endoteliale, cardiopatia ischemica. Ma gli effetti infiammatori si esplicano anche sul polmone e sui neuroni“.

Non solo. Dall’Imperial College di Londra Francesco Forastiere cita “danni al sistema nervoso centrale, aumento della frequenza di ictus, demenza e diabete, rischi per il feto“. Proprio i bambini sono “particolarmente vulnerabili. “Dobbiamo distinguere i possibili effetti acuti determinati da una situazione contingente come quella che stiamo vivendo, caratterizzata dai picchi di questi giorni – continua Forastiere –, da quelli dovuti a esposizione cronica. Chi abita nella pianura padana o lungo strade trafficate rischia il coinvolgimento di molti organi“. “Ad ogni 10 microgrammi in più di concentrazione di pm10 a Bologna corrisponde un incremento di infarti dell’1%“, ammette il direttore Ausl Paolo Pandolfi. Incide anche “la ridotta disponibilità di spazi verdi, con ogni italiano che dispone in media di appena 32,5 metri quadrati di verde urbano“, ragiona Coldiretti.

 





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